TERMOLI. Altro che ordinanze, ci vuole ben altro per mettere a freno l’altrui imbecillità, quella della movida negativa.
Nella notte che dovrebbe celebrare la luce, la pace e la bellezza della condivisione, Termoli si è svegliata tra i cocci. Corso Nazionale e il centro storico, cuore pulsante della città, sono stati trasformati in un campo di battaglia urbano: bottiglie abbandonate, vetri rotti, cartacce ovunque, panchine e fioriere ridotte a pattumiere improvvisate. Un tappeto di sporcizia come biglietto d’auguri da parte di chi confonde la festa con il disprezzo
Le immagini parlano chiaro: tavolini rossi sommersi da rifiuti, planters trasformati in discariche.
È inciviltà. È il regalo velenoso di chi abita la città senza viverla, di chi consuma lo spazio pubblico come fosse un posacenere personale. Eppure, tra i lampioni accesi e le decorazioni che resistono, c’è ancora chi pulisce, chi si indigna, chi documenta. Perché Termoli non è questa. E non lo sarà finché ci sarà chi, anche il 25 dicembre, si ‘rifiuta’ di voltarsi dall’altra parte.
EB

