TERMOLI. La storia e le identità termolesi non sono mai mancate, né oggi né in passato. Dopo figure come Giovanni Censori, fiorista; Enni Parisi, barbiere; e Nicolino Bisignani, prima tipografo e poi operatore sanitario, oggi incontriamo un altro personaggio davvero importante: Dante Di Lena. Dovete sapere che a Termoli, un tempo, c’erano molti artigiani, tra cui numerose botteghe di sarti, spesso molto bravi. Tuttavia, i tempi non erano favorevoli e le spese superavano i guadagni: luce, gas, tasse, affitti. Così alcuni di questi artigiani della moda ebbero un’idea lungimirante.
Si riunirono, discussero e partorirono una soluzione davvero geniale per quegli anni: decisero di costituire una società che unisse tutti i sarti aderenti, mettendo in comune risorse, attrezzature, macchinari, esperienza e soprattutto la clientela. Nacquero così le “Sartorie Riunite”.
Tra i capostipiti di quella realtà artigiana c’era il sarto Nicola Cappella, e proprio qui entra in gioco il personaggio di cui parleremo oggi. Cappella aveva come lavorante un giovane petacciatese che, fin dall’età di dodici anni, aveva svolto un buon apprendistato nel suo paese con il sarto Michele Di Gennaro. Da lui aveva appreso le nozioni principali del mestiere, ma quando il maestro ebbe un problema di salute, il giovane — Dante Di Lena — fu costretto a cercare un altro lavoro.
Si presentò così come apprendista, già con buone referenze e una naturale predisposizione, nella sartoria del già citato Nicola Cappella. Il maestro, riconoscendone le ottime attitudini, non lo considerò un semplice ragazzo di bottega, ma un vero apprendista, affidandogli via via lavori sempre più importanti.
Poi, come accadeva allora, Dante dovette interrompere il percorso per il servizio militare: fu Bersagliere a Pordenone. Cappella lo aspettò, e quando il giovane tornò, il 6 settembre 1965, nacque ufficialmente la società in corso Fratelli Brigida, dove un tempo c’era Casolino, che vendeva bevande, e accanto l’ex Cinema Moderno. Successivamente arrivò il salto di qualità con il trasferimento sul corso Nazionale, nei locali di Antonio Caruso, di fronte al bar Mautone e a Mancini.
Nel frattempo, Dante Di Lena si era diplomato presso la scuola Principe di Piemonte come Maestro Sarto in taglio e cucito. Nel 1967 partecipò al concorso “Forbici d’Oro” in provincia di Chieti, distinguendosi per esperienza, abilità e qualità dell’abito confezionato da lui.
Negli anni successivi la società cercò di ampliare la propria area di lavoro e, per ragioni strutturali, i politici dell’epoca decisero di destinare a Termoli una zona specifica da adibire ad area artigianale.
Michele Trombetta




