martedì 13 Gennaio 2026
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Il Cosib supera l’ostacolo del rendiconto 2024

TERMOLI. Il Consorzio Industriale del Basso Molise chiude uno degli esercizi più complessi degli ultimi anni, con l’approvazione del rendiconto consuntivo avvenuta nel Consiglio generale del 28 novembre.

Il dato contabile è netto: perdita di esercizio pari a 1.205.821 euro, coperta con il Fondo Contributi in Conto Capitale. Una perdita che non nasce da un’unica criticità ma da un doppio binario: da un lato, un saldo gestionale 2024 negativo per 373.044 euro, conseguenza diretta dell’impennata dei costi di energia, acqua, reattivi, manutenzioni e smaltimenti; dall’altro, la partita più pesante, quella della controllata Netenergy Service Srl, svalutata integralmente per 842.777 euro dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano sul contenzioso con Snam Rete Gas. Un colpo che il Comitato Direttivo ha deciso di assorbire definitivamente, avviando contestualmente la ricapitalizzazione della società tramite conferimento del metanodotto, in via di formalizzazione entro fine anno. Oltretutto, con la nomina precedente del nuovo direttore generale, Stefania Calabretta.

Il presidente Piero Donato Silvestri ha ricostruito davanti ai sindaci il perimetro economico dell’ente, ricordando anche lo stato di avanzamento dei progetti Pnrr, che rappresentano l’ossatura del futuro industriale del Cosib: 8,75 milioni di euro per il potenziamento della viabilità interna e del sistema di depurazione; la realizzazione della Zona Franca Doganale, ormai prossima all’operatività e già in grado di attirare manifestazioni d’interesse da parte di imprese esterne. Elementi che confermano il ruolo del Consorzio come nodo logistico e industriale strategico per l’intera regione.

Accanto a indicatori di ricavo in crescita – soprattutto nella vendita dei servizi e dei lotti industriali – il 2024 ha dovuto misurarsi con eventi straordinari, come l’incendio alla cabina elettrica del depuratore, che ha generato costi incrementali di manutenzione, e con un contesto macroeconomico non favorevole. A fronte di ciò, l’attività di recupero crediti mostra una contrazione di 460.330 euro, indice di una gestione più attenta e sistematica.

La discussione, però, va oltre i numeri e sfocia nella politica consortile. Il consigliere Pasquale Glave e, con toni ancora più netti, Giovanni Di Matteo, hanno denunciato la carenza di condivisione preventiva nelle scelte strategiche. È una critica che intercetta un malessere diffuso: l’idea che due sole riunioni l’anno – bilancio e Pef – non possano più sostenere una gestione complessa come quella del Cosib. Ne nasce un impegno ufficiale: incontri mensili del Consiglio Generale a partire da gennaio 2026. È la richiesta di un cambio di paradigma, di un Consorzio più politico, più collegiale, più trasparente.

Le posizioni si articolano: Di Matteo vota contro il bilancio, ritenendo insoddisfacente il livello di coinvolgimento e criticando la gestione Netenergy, il peso del personale e la scelta del Direttore Generale. Antonacci si astiene per ragioni tecniche, non avendo partecipato all’esercizio 2024, pur manifestando ampia fiducia nel nuovo corso del Comitato Direttivo. Di Pardo, Della Porta, Gallo, Greco, Norante e Balice esprimono voto favorevole, riconoscendo “scelte coraggiose” e la capacità dell’ente di governare una fase critica senza perdere equilibrio patrimoniale.

Silvestri delinea le linee operative del biennio 2025–2026: vendite di lotti già programmate entro la fine dell’anno e altre in pipeline per il 2026; variante al Piano Regolatore Territoriale; partecipazione alle aste nazionali per i progetti Bess tramite Netenergy; ricerca di una soluzione definitiva per lo scarico a mare; rapporti consolidati con Regione, Governo e Ministeri. Una traiettoria di rilancio che – sottolineano diversi sindaci – potrà funzionare solo se accompagnata da un lavoro di squadra stabile.

Il Collegio dei Revisori, con il presidente uscente Antonio Capasso, conferma il parere favorevole sul bilancio e invita i successori a monitorare attentamente gli impegni presi dal Comitato Direttivo. Contestualmente, il Consiglio prende atto della nomina del nuovo Collegio – Antonio Miccoli (presidente), Giuseppe De Lerma e Lorenza Brienza – fissando il compenso annuale in 21.000 euro per ciascun componente, più il 25% per il presidente.

Il punto chiave è la governance: la richiesta unanime di incontri periodici sancisce che il Cosib non può più essere letto come un semplice ente tecnico-amministrativo, ma come una infrastruttura politica del territorio. Il 2026 sarà l’anno della verifica: rilancio industriale, Zona Franca Doganale, depuratore, Netenergy, alienazioni, Prt, Bess.

EB