TERMOLI. Il saluto del capitano Paolo Bernabei: due anni di impegno, indagini e vicinanza al territorio.
Ci sono giorni che segnano la fine di un capitolo, ma anche l’inizio di un percorso nuovo. A Termoli, quello del 9 dicembre è stato uno di quei momenti in cui una comunità – silenziosamente, ma con gratitudine – riconosce il valore di chi l’ha servita. Il Capitano Paolo Bernabei lascia il comando del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Termoli, dopo due anni vissuti con intensità, responsabilità e dedizione. Da domani assumerà lo stesso incarico a Isernia, portando con sé un bagaglio di esperienze maturate sul territorio molisano e un rapporto umano con i suoi collaboratori che difficilmente verrà dimenticato.
Bernabei, ufficiale originario di Roma, è arrivato a Termoli il 20 settembre 2023, dopo una lunga carriera iniziata nell’Arma nel 1986. Un percorso che lo ha visto prima nel Ruolo Ispettori, poi alla guida di diverse Stazioni Carabinieri – Capriati a Volturno, Colleferro e Rieti – e infine vincitore del concorso per il Ruolo Straordinario Ufficiali, frequentando la Scuola Ufficiali. Una traiettoria professionale costruita passo dopo passo, sempre a contatto diretto con le comunità e con il tessuto quotidiano della sicurezza.
A Termoli, il suo comando si è distinto soprattutto sul fronte investigativo. In questi due anni, il Nucleo Operativo e Radiomobile ha portato avanti operazioni rilevanti nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, nei delitti contro la persona e in quelli contro il patrimonio. Interventi puntuali, spesso silenziosi, che però hanno contribuito concretamente a preservare un senso di sicurezza e fiducia nella cittadinanza. L’azione dei Carabinieri – fatta di indagini, coordinamento, presenza costante – ha avuto in Bernabei una guida rigorosa ma sempre aperta al dialogo, pronta a sostenere i suoi uomini e ad affrontare situazioni complesse con equilibrio e lucidità.
Il momento del congedo non è stato solo formale. Prima di lasciare Termoli, il Capitano ha salutato le Autorità locali, poi ha incontrato i suoi colleghi in un’occasione informale che si è trasformata spontaneamente in un abbraccio collettivo. Non sono mancati attimi di emozione sincera, di quelli che tradiscono la profondità dei rapporti costruiti nel tempo. In quella stanza c’erano il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Campobasso, Colonnello Luigi Di Santo, gli Ufficiali della Provincia e tutti i collaboratori che hanno condiviso con lui due anni di lavoro intenso, notti operative, briefing, indagini complesse e un impegno quotidiano che non lascia spazio all’improvvisazione.
Nel mondo militare, i saluti hanno sempre una loro solennità. Sono rituali che seguono forme precise, ma che racchiudono significati profondi: riconoscimento del servizio svolto, continuità dell’istituzione, passaggio di responsabilità. Nel caso del Capitano Bernabei, tuttavia, quel momento ha avuto anche una dimensione umana particolare. Perché Termoli, con la sua gente, i suoi ritmi, le sue criticità e le sue eccellenze, era diventata una parte importante del suo cammino.
Il trasferimento a Isernia rappresenta ora una nuova sfida, un nuovo scenario operativo da affrontare con l’esperienza e la preparazione che lo contraddistinguono. Ma ciò che resta, per chi ha lavorato con lui e per la comunità che ha servito, è l’immagine di un ufficiale capace di unire rigore e disponibilità, fermezza e sensibilità, comando e ascolto.
In un tempo in cui la sicurezza viene spesso percepita come un tema distante e impalpabile, figure come quella del Capitano Bernabei ricordano quanto sia invece concreta, quotidiana, fatta di persone che conoscono il territorio, che lo vivono e lo proteggono, che costruiscono relazioni con i cittadini e con le istituzioni.
Termoli saluta così uno dei protagonisti silenziosi della sua vita collettiva degli ultimi due anni. Lo fa con gratitudine, e con la certezza che il percorso professionale di Paolo Bernabei proseguirà con lo stesso impegno e la stessa serietà che ha portato qui.
E quando un comandante lascia un territorio, la sua impronta – fatta di lavoro, di scelte, di presenza – resta. Anche questo è un modo di servire lo Stato. Anche questo è un modo di essere Carabinieri.
EB
