TERMOLI. Nuovo passaggio importante sul Piano Città degli immobili pubblici. Stato, Regione, Comune e Autorità marittima firmano la regia unica sulla città. Termoli esce dalla stagione degli interventi sparsi e delle occasioni perdute e entra, per la prima volta, in una regia unica sul proprio patrimonio pubblico.
Con l’Accordo per la razionalizzazione, valorizzazione, riqualificazione e rigenerazione degli immobili pubblici nel Comune di Termoli, sottoscritto da Agenzia del Demanio, Regione Molise, Comune di Termoli e Direzione Marittima Abruzzo e Molise della Capitaneria di Porto, nasce il “Piano Città degli immobili pubblici”: uno strumento che non guarda più ai singoli edifici, ma alla città come sistema, mettendo a valore beni statali, comunali e demaniali marittimi in un disegno unitario di sviluppo urbano, economico e culturale.
L’Accordo, stipulato ai sensi dell’articolo 15 della legge 241/1990, definisce una collaborazione istituzionale stabile per individuare la destinazione ottimale degli immobili pubblici, in particolare quelli parzialmente utilizzati o in disuso, con un obiettivo chiaro: aprire e restituire questi spazi alla città, trasformandoli in servizi, cultura, progetti sociali e funzioni contemporanee, nel rispetto dei vincoli di legge e della sostenibilità ambientale e sociale. Dentro questo quadro, si prevede il ricorso a strumenti innovativi – dal partenariato pubblico-privato, in particolare culturale, turistico e sociale, alle permute e ai trasferimenti patrimoniali in regime di reciprocità – per massimizzare l’efficienza della spesa e la qualità degli interventi.
Il passaggio politico-amministrativo decisivo è arrivato il 9 dicembre 2025, con la Delibera di Giunta Regionale n. 446, con cui la Regione Molise ha approvato lo schema di Accordo e ha formalmente delegato il presidente Francesco Roberti alla sottoscrizione del documento, riconoscendo il Piano Città come “atto abilitante” per consolidare la collaborazione tra le amministrazioni coinvolte e orientare la rigenerazione del patrimonio pubblico termolese verso obiettivi “concreti e verificabili” in termini di servizi e qualità urbana.
Sul piano operativo, il cuore del dispositivo è il Tavolo Tecnico, che le Parti si impegnano a costituire entro 7 giorni dalla sottoscrizione.
Sarà il luogo in cui, a partire da un primo portafoglio di immobili individuato e descritto nell’allegato A dell’Accordo, verranno studiate le migliori destinazioni d’uso, valutate eventuali varianti urbanistiche, individuati ulteriori beni da inserire nel Piano, programmati gli interventi e monitorati risultati e impatti. Il Tavolo potrà essere di volta in volta integrato con altri interlocutori istituzionali competenti e, quando necessario, potrà avvalersi del contributo specialistico della Fondazione Macte – Museo di Arte Contemporanea di Termoli, già legata all’Agenzia del Demanio da una specifica convenzione per iniziative di valorizzazione culturale e urbana.
L’Agenzia del Demanio, guidata dalla direttrice Alessandra dal Verme, avrà il compito di definire il Piano Città degli immobili pubblici di Termoli, partendo da una lettura approfondita del contesto urbano e delle dinamiche socio-economiche della città, e di affidare alla propria Struttura per la Progettazione le attività tecniche preliminari per la valorizzazione e la rifunzionalizzazione del patrimonio. L’obiettivo è chiaro: garantire progettazione di qualità, in linea con le migliori pratiche nazionali e internazionali, e costruire operazioni in grado di attrarre anche investimenti privati, in particolare in ambito turistico, culturale e sociale.
Il Comune di Termoli, con il sindaco Balice, è chiamato a giocare un ruolo chiave: partecipare attivamente al Tavolo Tecnico, indicare e proporre l’uso ottimale dei beni a partire dal portafoglio iniziale, attivare – tramite apposite convenzioni – il supporto della Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio e, soprattutto, facilitare il recupero e la rifunzionalizzazione degli immobili con procedure rapide e mirate. Ciò significa adeguare gli strumenti urbanistici laddove necessario, rilasciare con celerità pareri, nulla osta e autorizzazioni di propria competenza, individuare ulteriori immobili comunali da inserire nel Piano, e presentare, ove avviati, programmi di valorizzazione nell’ambito dei procedimenti di federalismo culturale.
La Regione Molise si impegna a mettere in campo know-how, documentazione e strumenti di coordinamento per orientare le scelte progettuali, facilitare le procedure e, con successivi atti, valutare la partecipazione alle convenzioni attuative e il coinvolgimento della Struttura per la Progettazione anche per immobili di proprietà o gestione regionale. Un ruolo, quello della Regione, che diventa cerniera tra il quadro strategico di area vasta e le esigenze specifiche della città.
La Direzione Marittima Abruzzo e Molise della Capitaneria di Porto, infine, entra nell’Accordo come attore determinante per tutti gli aspetti legati al demanio marittimo e al waterfront: fornirà pareri, atti di assenso, forme di intesa e strumenti amministrativi di semplificazione e accelerazione, garantirà collaborazione tecnica e parteciperà alle attività del Tavolo Tecnico per tutto ciò che riguarda il fronte mare, gli approdi, la fascia costiera e più in generale il rapporto tra città e mare.
L’Accordo ha una durata iniziale di tre anni, prorogabile o rinnovabile in base allo stato di avanzamento delle iniziative; potrà essere integrato, aggiornato e ampliato, anche con l’ingresso di ulteriori soggetti istituzionali, senza dover riscrivere l’impianto di base. Nessun corrispettivo economico è previsto tra le Parti per l’attuazione del Piano: ciascuna amministrazione agirà nei limiti delle proprie risorse umane, finanziarie e strumentali, con la possibilità di riconoscere eventuali rimborsi spese se previsti dalla normativa.
Accanto alla dimensione tecnica, l’Accordo dedica un intero articolo alla comunicazione, riconoscendola come parte integrante del progetto. Agenzia del Demanio, Comune, Regione e Autorità Marittima si impegnano a dare diffusione congiunta al Piano e alle sue iniziative, utilizzando siti istituzionali, social media, uffici stampa, eventi, concorsi fotografici, modelli digitali come il “digital twin”, e coinvolgendo, ove opportuno, università ed enti specializzati. L’obiettivo dichiarato è promuovere, anche sul piano dell’immagine, le qualità architettoniche, culturali, naturali, produttive ed enogastronomiche del territorio termolese.
Con questo passaggio, Termoli si ritrova al centro di un dispositivo che parla la lingua del Pnrr, della transizione ecologica e digitale, della rigenerazione urbana integrata. In un unico Accordo vengono messi a sistema dieci assi strategici – dalla neutralità climatica alla mobilità sostenibile, dalla tutela dell’identità storico-culturale alla partecipazione sociale, dal consumo di suolo zero alla circolarità delle risorse – che il Tavolo Tecnico dovrà tradurre in indicatori misurabili per monitorare il valore economico, sociale e ambientale generato dal Piano Città.
È, in sostanza, il passaggio da una gestione “difensiva” del patrimonio pubblico a una visione proattiva e generativa: gli immobili non più come costo, problema o vincolo, ma come infrastruttura viva a servizio della comunità. Ora la sfida si sposta sul terreno più difficile: trasformare le firme digitali e le delibere in cantieri reali, progetti visibili, spazi restituiti e abitati. Termoli, per una volta, non è ai margini: è al centro di un laboratorio che può ridisegnare il suo rapporto con il mare, con i suoi vuoti urbani, con la propria memoria e con il proprio futuro.
EB

