TERMOLI. Nel momento più delicato della programmazione sociale molisana degli ultimi anni, il Comitato dei Sindaci dell’Ambito Territoriale Sociale di Termoli compie una scelta netta: prorogare all’unanimità la Convenzione di gestione associata fino al 28 febbraio 2026 – o comunque fino alla piena operatività del nuovo Ats Basso Molise – assicurando continuità ai servizi essenziali mentre Regione, Ministero e Comuni ridisegnano l’intero sistema degli ambiti.
La deliberazione n. 18 del 22 dicembre 2025 recepisce il nuovo impianto del Piano Sociale Regionale 2025–2027, che riduce gli ambiti da sette a tre, e si inserisce nel percorso di transizione avviato con le D.G.R. 437/2025, D.C.R. 82/2025 e D.G.R. 470/2025, provvedimenti che hanno evitato un vuoto amministrativo prorogando l’assetto precedente. In questo quadro, il Presidente dell’Ats Nico Balice e il Responsabile Amministrativo dell’Ufficio di Piano, Antonio Russo, tengono insieme governance, servizi e programmazione mentre il Ministero del Lavoro conclude la selezione del personale destinato al Comune capofila.
La proroga mette in sicurezza l’intero sistema: servizi finanziati da Fnps, Fondo Povertà, FNA, FSR, PDZ, PR FESR–FSE+, HCP, Care Leavers e Fondo Caregiver restano attivi, così come il Servizio di governance e il Coordinamento dell’Ats. La Nota finanziaria del 1° bimestre 2026 dettaglia interventi e priorità: Servizio Sociale Professionale nei 19 Comuni, Pua, équipe affido, Pronto Intervento Sociale, Segretariato e Sportello Hcp, riorganizzazione del Sostegno alla Genitorialità. Sul piano economico, nel primo bimestre saranno liquidati oltre mezzo milione di euro tra FNA, Fondo Caregiver e misure PR FESR–FSE+.
Il Fondo Povertà 2024, assegnato il 5 dicembre, sarà programmato dal nuovo Ats Basso Molise entro il 2 febbraio, mentre una quota è già utilizzata per garantire continuità dal 1° gennaio. La deliberazione n. 18/2025 diventa così un ponte tra due sistemi: l’Ats Termoli a 19 Comuni e il nuovo, più ampio e complesso, Ats Basso Molise. Due mesi di passaggio in cui nulla può fermarsi: servizi, liquidazioni, procedure. Il Comitato dei Sindaci sceglie la responsabilità, l’Ufficio di Piano tiene insieme l’architettura, e il territorio affronta una transizione che non è solo amministrativa, ma strutturale, destinata a ridisegnare il futuro del welfare locale.
EB

