venerdì 16 Gennaio 2026
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Incivili nella notte di Natale, Felice: «Sfregio al decoro urbano e assenza di rispetto per la città»

TERMOLI. La notte di Natale si chiude con un’immagine amara per la città: rifiuti sparsi nelle vie centrali, arredi urbani trasformati in discariche improvvisate, una movida fuori controllo che ha lasciato dietro di sé degrado, insicurezza e un senso diffuso di smarrimento. Le fotografie e le segnalazioni arrivate dai cittadini nelle prime ore del 25 dicembre hanno immediatamente acceso il dibattito pubblico, riportando al centro la questione del decoro urbano e della responsabilità condivisa tra istituzioni, attività commerciali e frequentatori della notte. Tra le voci più dure e immediate, quella del consigliere comunale Nicola Felice, che ha scelto di intervenire con una dichiarazione netta, senza attenuanti e senza zone grigie.
Nel suo intervento, Felice parla da cittadino e da amministratore, esprimendo «indignazione profonda e totale condanna per quanto accaduto nella notte di Natale nella nostra Termoli». L’episodio, sottolinea, «non è un episodio isolato né una semplice bravata, ma un atto gravissimo di inciviltà che ha prodotto degrado, insicurezza e un’offesa diretta all’intera comunità». Le condizioni in cui sono stati ritrovati alcuni spazi pubblici e luoghi simbolo della città rappresentano, secondo il consigliere, «un vero e proprio sfregio al decoro urbano e dimostrano una assenza totale di rispetto per Termoli, per i cittadini e per le regole più elementari della convivenza civile».
Felice definisce le scene della notte di Natale «intollerabili» e avverte che «non potranno essere più accettate». Da qui la critica diretta al sistema attuale di prevenzione e controllo, giudicato insufficiente: «Le sole ordinanze e i controlli sporadici si sono dimostrati poco efficaci. Occorre quindi un cambio di passo immediato, con azioni strutturali, controlli costanti e sanzioni severe, affinché tali comportamenti non si ripetano».
Una parte della responsabilità, secondo Felice, ricade anche su alcune attività commerciali che operano nel centro cittadino: «Non possono continuare a ignorare ciò che accade all’esterno dei propri locali. Non è più tollerabile che si persegua esclusivamente il profitto, facendo “cassa” sulla pelle della città, scaricando i costi sociali, ambientali e di sicurezza sull’intera collettività». Un atteggiamento che, aggiunge, «danneggia gravemente l’immagine, la credibilità e la professionalità del tessuto commerciale stesso».
Da qui la richiesta di un intervento deciso e immediato dell’Amministrazione comunale: «Non può che intervenire con fermezza assoluta, applicando senza sconti, senza esitazioni e senza alcuna forma di indulgenza ogni strumento previsto dalla legge: controlli serrati, sanzioni esemplari e, se necessario, provvedimenti restrittivi nei confronti di chi non rispetta le regole ed il vivere civile». Per Felice, la priorità è chiara e non negoziabile: «La tutela dei beni comuni, del decoro urbano e della vivibilità della nostra Termoli viene prima di qualsiasi interesse economico».
Il messaggio si chiude con un monito diretto, che suona come un avvertimento e un’assunzione di responsabilità collettiva: «Chi non è disposto a rispettare la città e la comunità se ne assuma fino in fondo le conseguenze»

EB