TERMOLI. «Ribadisco un NO fermo, netto e inequivocabile a qualsiasi ipotesi di depotenziamento degli ospedali pubblici di Termoli e Isernia». Michele Iorio torna a scandire senza esitazioni una posizione che, nelle ultime settimane, è diventata il fulcro del confronto istituzionale sulla sanità molisana. «La nostra regione non può continuare a essere terreno di tagli e penalizzazioni che colpiscono direttamente i cittadini e i territori»
I numeri, sottolinea Iorio, parlano chiaro: punto nascita ed emodinamica dei due nosocomi possiedono tutti i requisiti per continuare a operare. «Lo abbiamo ribadito con forza anche il 26 novembre scorso al Ministero della Salute, chiedendo – anche a nome del Presidente Francesco Roberti – rispetto per i dati e per le esigenze reali del Molise».
Il nodo, per l’ex presidente della Regione, è politico e costituzionale: «È inaccettabile che si assumano decisioni che mettono in discussione un diritto fondamentale come quello alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Il diritto alla salute è universale, inviolabile e non negoziabile. La Repubblica ha l’obbligo di garantire servizi sanitari pubblici efficaci, omogenei e accessibili su tutto il territorio nazionale. Il Molise non può e non deve essere trattato come una sanità di serie B».
Da qui l’attesa per il nuovo Piano Operativo Sanitario, che per Iorio deve segnare un cambio di passo netto: «Servono risorse umane, servono investimenti, serve rafforzare i presidi del San Timoteo e del Veneziale affinché possano continuare a svolgere pienamente la loro funzione al servizio delle comunità».
Il messaggio finale è un avvertimento istituzionale: «In assenza di risposte concrete, la Regione è pronta ad attivare ogni strumento e a rivolgersi a tutte le sedi competenti per difendere il diritto alla salute dei cittadini molisani. Su questo tema non faremo passi indietro».
EB
