giovedì 15 Gennaio 2026
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La costa molisana e Termoli nel nuovo turismo italiano: dati, trend e una centralità da consolidare

TERMOLI. Nel quadro di un turismo italiano che nel 2025 ha definitivamente superato i livelli pre-pandemici, la costa molisana si colloca in una posizione apparentemente marginale ma, alla luce dei dati ISNART, tutt’altro che irrilevante. È un territorio piccolo, misurabile, leggibile, che intercetta alcune delle trasformazioni più rilevanti della domanda turistica contemporanea, in particolare sui cluster green ed enogastronomico. In questo scenario, Termoli emerge come comune chiave dell’area costiera e come punto di concentrazione dei flussi e degli interessi turistici regionali.

Secondo l’analisi di Location Intelligence ISNART, nell’estate 2025 il Molise ha registrato 29,7 mila turisti, con una flessione minima rispetto al 2024 (-0,6%), compensata da un dato particolarmente significativo: l’aumento degli stranieri, che incidono per l’11,7% del totale, con una crescita del +6,6% su base annua. Un segnale chiaro di progressiva internazionalizzazione, seppur ancora contenuta, del turismo regionale.

All’interno di questo quadro, Termoli risulta il comune emergente regionale per i cluster “green” ed “enogastronomico”, un dato tutt’altro che casuale. Il turismo green è oggi uno dei segmenti più dinamici del mercato italiano: i turisti orientati alla sostenibilità spendono mediamente 195 euro al giorno tra alloggio e spese accessorie, una cifra superiore alla media nazionale, e mostrano una forte influenza del web (71%) nelle scelte di destinazione. Termoli intercetta questo target grazie alla combinazione di mare, mobilità dolce, prossimità ad aree naturali e assenza di fenomeni di overtourism.

Ancora più rilevante è il posizionamento sul fronte enogastronomico. I turisti enogastronomici, secondo ISNART, spendono mediamente 236 euro al giorno, con una forte presenza di viaggiatori delle generazioni X e Y e un’elevata capacità di spesa. La costa molisana, e Termoli in particolare, beneficiano di una filiera corta e identitaria: cucina di mare, tradizione peschereccia, prodotti dell’entroterra immediatamente accessibili. Un’offerta autentica che risponde perfettamente al driver “desiderio di vedere un posto mai visto”, indicato dal 28% dei turisti culturali come motivazione primaria di viaggio.

Dal punto di vista strutturale, il turismo in Molise pesa per il 9,3% del totale dell’economia regionale, con 2,7 mila imprese turistiche attive e oltre 10 mila addetti. Il dato cresce del +2,4% rispetto al 2024, un ritmo superiore alla media nazionale (+0,6%). La provincia di Campobasso, che comprende l’intera costa, concentra la quota maggiore di imprese e addetti, confermando il ruolo trainante del litorale nel sistema turistico regionale.

Sul fronte dell’extralberghiero, il report evidenzia una presenza di 2,1 mila alloggi Airbnb in Molise tra gennaio e settembre 2025, con 66,6 mila notti prenotate e 6,5 milioni di euro di entrate. Tuttavia, i ricavi medi per notte (98,3 euro) restano nettamente inferiori alla media nazionale (168 euro), segnalando un problema di valorizzazione dell’offerta, più che di domanda. Termoli, che concentra la parte prevalente delle presenze nella provincia di Campobasso, è il luogo dove questo divario può essere colmato attraverso qualità, servizi e posizionamento.

Un ulteriore elemento strategico riguarda la sostenibilità. Il 36% delle imprese ricettive italiane ha già adottato pratiche di gestione sostenibile, ma il comparto balneare resta quello meno attivo (31%). Qui si apre uno spazio evidente per la costa molisana: partire da una situazione ambientale ancora equilibrata consente di adottare modelli ESG senza rincorrere emergenze. Non a caso, 6 imprese turistiche su 10 in Italia dichiarano di applicare criteri ESG, con una forte attenzione alla tutela ambientale (77%) e al benessere delle comunità locali (48%).

Termoli, grazie alla sua doppia natura di città viva e destinazione turistica, può svolgere un ruolo di hub costiero: non solo luogo di soggiorno, ma piattaforma di distribuzione dei flussi verso l’entroterra, i borghi e le aree naturalistiche. I dati ISNART mostrano chiaramente che il turista contemporaneo non cerca più una vacanza monodimensionale, ma un’esperienza composita che integri mare, cultura, natura ed enogastronomia. La costa molisana possiede già questi elementi; ciò che manca è una strategia integrata di racconto e governo del territorio.

Il punto critico, dunque, non è l’attrattività potenziale, ma la capacità di trasformare i segnali positivi in un posizionamento riconoscibile. I numeri dimostrano che Termoli è già oggi un nodo turistico emergente nei cluster più dinamici del mercato. Rendere strutturale questa centralità significa investire in qualità, destagionalizzazione e cooperazione territoriale. In un’Italia turistica sempre più polarizzata, la costa molisana può smettere di essere periferia solo se decide di leggere – e usare – fino in fondo i dati che la riguardano.

EB