TERMOLI. La Diocesi di Termoli‑Larino conclude l’Anno Giubilare della Speranza: una comunità in cammino verso il 2026.
La Chiesa di Termoli‑Larino ha chiuso solennemente l’Anno Giubilare dedicato alla Speranza, un percorso che per dodici mesi ha intrecciato preghiera, ascolto, pellegrinaggi e gesti concreti di vicinanza alle fragilità del territorio. Le celebrazioni diocesane si sono svolte in comunione con tutte le Chiese d’Italia, in attesa della liturgia conclusiva che Papa Leone XIV presiederà il 6 gennaio 2026 in Vaticano con la chiusura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro.
Il vescovo Claudio Palumbo ha guidato i due momenti centrali del fine settimana: sabato 27 dicembre 2025 nella Concattedrale di Larino e domenica 28 dicembre nella Cattedrale di Termoli, nella Festa della Santa Famiglia. Durante la celebrazione domenicale, gli sposi presenti hanno rinnovato le promesse matrimoniali, segno di una speranza che si radica nella vita quotidiana e nelle relazioni che sostengono la comunità.
Nell’omelia, il vescovo ha ricordato come l’intero anno sia stato vissuto come un’esperienza di misericordia e di incontro con il Signore, un cammino sinodale che ha coinvolto parrocchie, gruppi, associazioni e singoli fedeli, tutti “pellegrini di speranza” nella Chiesa universale. «Come un solo popolo – si è sottolineato durante la celebrazione – abbiamo elevato la nostra lode e la nostra supplica a Dio, unendoci a coloro che spesso non hanno voce davanti agli uomini ma che il Padre riconosce come figli prediletti: i malati, gli anziani, i detenuti, i poveri». Attraverso l’indulgenza giubilare, ha proseguito il vescovo, «il Signore ha fatto fluire un fiume di grazia e di benedizione. A tutti ha donato speranza e pace, ha irrobustito le mani fiacche, ha rinsaldato le ginocchia vacillanti, ha detto a ciascuno: coraggio, non temere».
La conclusione dell’Anno Giubilare non segna un punto d’arrivo, ma un passaggio: la comunità diocesana si prepara ora a vivere l’ultima tappa del cammino giubilare insieme alla Chiesa universale, guardando al 6 gennaio 2026 come a un nuovo invito a custodire e testimoniare la speranza ricevuta. Un’eredità spirituale che non resta confinata nelle celebrazioni, ma si traduce in responsabilità, prossimità e cura verso chi attende un segno di luce.
In allegato, l’omelia integrale pronunciata dal vescovo Claudio Palumbo nella Festa della Santa Famiglia.
EB







