TERMOLI. Un riconoscimento storico e straordinario: la cucina italiana è ufficialmente Patrimonio dell’Umanità. Non si tratta soltanto di un titolo, ma della consacrazione di una cultura che da secoli custodisce riti, saperi e sapori, trasformando ogni piatto in un racconto di identità e appartenenza. Dalle feste religiose ai riti popolari, dalle mani sapienti delle massaie alle cucine dei grandi maestri, l’Italia ha sempre saputo esprimere attraverso il cibo la sua anima più autentica.
«La nostra cucina è identità pura: non teme confronti, perché nasce dai territori, dalle tradizioni e dalla verità della materia prima. Questo riconoscimento dona prestigio e nuova luce a un settore che rischiava di essere messo da parte dalla globalizzazione. Oggi il mondo riconosce ciò che noi sappiamo da sempre: la migliore cucina al mondo è quella italiana», afferma il prof. Maurizio Santilli, Ambasciatore del Gusto e docente di Enogastronomia, autore del libro L’Alchimista del Gusto.
Un mosaico di cucine locali, unite dalla biodiversità e dalla creatività, ha generato un patrimonio infinito che oggi viene celebrato e tutelato. È un traguardo che non solo rafforza l’immagine dell’Italia nel mondo, ma restituisce dignità e centralità a un settore che è cultura, economia e identità.
«Viva l’Italia, viva il nostro territorio fatto di gusto, amore e passione», conclude Santilli, invitando a festeggiare un risultato che appartiene a tutti.
EB

