ISERNIA. Sul marciapiede davanti al Veneziale, in pieno inverno, una tenda diventa il simbolo di una battaglia che non vuole più restare confinata nei comunicati. È lì che il sindaco Castrataro ha deciso di passare le prossime notti, sostenuto dagli scout dell’Agesci che hanno allestito il presidio. Un gesto che non cerca scenografie, ma che punta dritto al cuore del problema: costringere la struttura commissariale a dire, finalmente, quale futuro immagina per l’ospedale di Isernia.
La protesta nasce da una preoccupazione che non è più solo amministrativa, ma quasi esistenziale per un territorio che vede il proprio presidio sanitario scivolare lentamente verso l’irrilevanza. Da anni il Veneziale vive in una zona grigia fatta di reparti sotto soglia, servizi in proroga, personale ridotto all’osso. Il punto nascita continua a non raggiungere i 500 parti annui richiesti dal decreto Lorenzin, un limite che pesa come una minaccia costante. L’emodinamica resta appesa alle decisioni del tavolo tecnico, mentre la mancanza di anestesisti consente solo interventi programmati. La cardiologia procede a metà, frenata dall’assenza di macchinari adeguati. Il pronto soccorso, già in sofferenza cronica, si prepara a perdere anche il dottor Potena, prossimo alla pensione.
È questo accumulo di fragilità che ha spinto Castrataro a rompere gli schemi e a portare la protesta fuori dagli uffici, nel freddo della strada. L’obiettivo è chiaro: far arrivare il caso Veneziale a Roma, dove da diciassette anni si decide la sorte della sanità molisana con criteri che spesso ignorano la realtà dei territori piccoli. La tenda, in questo senso, non è un riparo: è un megafono.
«Stasera le luci dell’Ospedale non saranno le uniche a restare accese. C’è un silenzio che fa troppo rumore: quello di chi aspetta risposte che non arrivano. Quello di una comunità che merita cure, dignità e certezze.
Le battaglie non si combattono solo negli uffici o dietro una scrivania. A volte, bisogna riportarle dove tutto ha inizio, dove il bisogno è reale, dove ogni minuto conta.
Stasera accadrà qualcosa di diverso. Non sarà una protesta comune. Sarà un atto di presenza, un presidio di cuore e di corpo proprio lì, davanti a quelle mura che appartengono a tutti noi. Perché se il diritto alla salute viene messo in ombra, noi porteremo la luce della testimonianza.
Restate sintonizzati. Da questa notte, non si indietreggia di un passo», scrive sui social il primo cittadino.
EB
