TERMOLI. La Cattedrale di Santa Maria della Purificazione a Termoli si è riempita all’alba di un popolo intero: famiglie, anziani, giovani, e soprattutto loro, i marinai, arrivati numerosi nel giorno del Patrono San Basso, vescovo e martire, quasi a stringersi attorno a un’identità che resiste anche nelle stagioni più dure.
La Santa Messa Pontificale, presieduta dal vescovo monsignor Claudio Palumbo, con accanto il parroco monsignor Gabriele Mascilongo, ha trasformato il cuore della città in un’unica voce di preghiera e affidamento, mentre sul volto dei presenti si leggeva la consapevolezza di vivere un momento che va oltre la tradizione: un atto di comunità. In prima fila il sindaco Balice e nutrita partecipazione dell’amministrazione comunale, il procuratore Antonelli e le autorità militari, segno di una partecipazione istituzionale compatta e rispettosa.
Folta la delegazione della Guardia costiera, sempre legata al culto di San Basso. Presenti Carabinieri, Polizia, Polizia locale, Guardia di Finanza.
Nel corso dell’omelia, monsignor Palumbo ha rivolto parole nette e cariche di vicinanza al mondo della marineria, oggi attraversato da difficoltà economiche e normative che mettono a rischio un settore che è storia, lavoro e dignità di Termoli.
«San Basso vi accompagni e vi protegga», ha invocato il vescovo, affidando al Patrono le famiglie dei pescatori, il loro futuro e la loro sicurezza.
Una celebrazione intensa, che ha restituito alla città il senso profondo della festa: non un rito da calendario, ma un abbraccio collettivo che unisce fede, istituzioni e la gente di mare, cuore pulsante della comunità termolese.
MT

