CAMPOBASSO. A margine della conferenza stampa, nuovo intervento dell’Asrem, che tira le fila della tragica vicenda costata la vita alla 50enne Antonella Di Ielsi e alla figlia 15enne, Sara Di Vita.
Un dolore che attraversa un’intera comunità e un’indagine che si apre su ogni possibile fronte. È con queste premesse che l’Asrem ha convocato questa mattina una conferenza stampa nella sede di via Ugo Petrella a Campobasso, all’indomani del decesso di una ragazza di 15 anni e di sua madre, entrambe ricoverate al Cardarelli.
«Siamo di fronte a una vicenda drammatica che ha sconvolto l’intera comunità. La mia più sentita vicinanza va al padre, che sta vivendo un lutto inimmaginabile, e all’altra figlia e sorella. Come Asrem siamo e resteremo al loro fianco e a disposizione della Magistratura per chiarire ogni aspetto di questa tragica sorte», ha dichiarato il Direttore Generale Giovanni Di Santo aprendo l’incontro.
Le prime verifiche: ispezioni, sequestri e analisi sui pasti dei giorni precedenti
Il vertice aziendale ha ricostruito le azioni immediate avviate dopo il primo allarme. Il Dipartimento di Prevenzione, diretto dalla dottoressa Carmen Montanaro, è stato attivato già nelle prime ore, con il coinvolgimento di veterinari e tecnici per un’ispezione completa dell’abitazione della famiglia.
Parallelamente, la Magistratura ha disposto il sequestro dell’intero immobile, dei campioni alimentari e del frigorifero.
L’attenzione investigativa si concentra sui pasti consumati il 23 e il 24 dicembre. Quelli della vigilia, condivisi con altri commensali, non hanno però provocato alcun sintomo negli altri presenti, un elemento che al momento non consente di restringere il campo.
Il percorso clinico: tre accessi, un peggioramento improvviso, la rianimazione
La dottoressa Gabriella Ruzzi, Risk Manager dell’Asrem, ha illustrato il quadro clinico-assistenziale. Il 25 dicembre madre e figlia si sono presentate al Pronto Soccorso con sintomi gastroenterici aspecifici. Sono state idratate, sottoposte agli accertamenti previsti e trattenute per diverse ore, venendo dimesse solo dopo un miglioramento clinico condiviso e con indicazione a controlli successivi.
Un secondo accesso, con sintomi ancora incerti, non ha lasciato presagire l’improvvisa e drammatica evoluzione del 27 dicembre, quando entrambe sono state ricoverate in Rianimazione. La 15enne è deceduta poco dopo: secondo le prime valutazioni, la causa sarebbe riconducibile a una Cid (Coagulazione Intravascolare Disseminata), una sindrome acuta e devastante che ha determinato un crollo delle piastrine e un rapido cedimento multiorgano. La madre, richiamata e ricoverata per l’insorgere degli stessi sintomi, è deceduta a sua volta.
Nessuna diagnosi certa: tossinfezione la pista principale, ma non l’unica
Al momento non esiste una diagnosi definitiva. L’ipotesi principale resta quella di una tossinfezione, ma la natura dell’agente eziologico è ancora da identificare.
«Non parliamo necessariamente di tossinfezione alimentare – ha precisato Di Santo – perché non escludiamo cause chimiche o ambientali legate a inalazione».
Per questo sono stati coinvolti il Centro Antiveleni del Cardarelli di Napoli e l’Istituto Spallanzani di Roma. Alcuni campioni sono stati inviati anche al Policlinico Gemelli per escludere eventuali avvelenamenti da funghi.
La situazione dei familiari
Il padre della ragazza, ricoverato allo Spallanzani, resta sotto osservazione in condizioni stabili. La sorella, che non ha manifestato sintomi, è monitorata a scopo precauzionale.
Asrem: “Operato dei sanitari coerente con le linee guida”
L’Azienda sanitaria, in una prima analisi interna, ribadisce la correttezza del percorso clinico seguito dal personale del Cardarelli, giudicato coerente con le linee guida per la gestione delle sindromi gastrointestinali aspecifiche.
Le indagini proseguono su più livelli, mentre la comunità resta in attesa di una risposta che possa dare un nome e un’origine a una tragedia che ha colpito una famiglia e scosso l’intero territorio.
EB