venerdì 23 Gennaio 2026
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Medici in stato di agitazione all’ospedale di San Giovanni Rotondo

SAN GIOVANNI ROTONDO. A San Giovanni Rotondo si consuma una frattura senza precedenti: l’Anmirs, l’Associazione Nazionale dei Medici degli Istituti Religiosi Spedalieri, ha proclamato lo stato di agitazione a tempo indeterminato contro la direzione dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza, accusata di aver compiuto «una scelta scellerata» disdettando il contratto dei dirigenti medici per sostituirlo, dal marzo 2026, con un modello ritenuto «inadeguato, ingiustificato e potenzialmente lesivo».

Una decisione che il sindacato definisce «un fulmine a ciel sereno», maturata – sostengono – dopo anni di sacrifici pesantissimi: tagli al fondo di incentivazione, arretrati ridotti del 40% e diluiti nel tempo, ore aggiuntive non retribuite e quasi 70mila ore in più prestate nel solo 2024 per garantire la tenuta finanziaria dell’ente.

Per l’Anmirs, la direzione dell’ospedale avrebbe scelto di ignorare risultati, impegni straordinari e responsabilità assunte dal personale, tentando di applicare un contratto tipico delle case di cura private, giudicato «inapplicabile» a una struttura complessa come Casa Sollievo e in contrasto con l’equiparazione prevista per legge con il personale del Servizio sanitario pubblico.

Il segretario nazionale Donato Menichella ha chiesto alla Prefettura di Foggia la convocazione immediata della procedura di conciliazione, primo passaggio prima dello sciopero, mentre il sindacato avverte che, in caso di mancato accordo, scatterà una mobilitazione dura: due o più giorni di sciopero, ricorsi giudiziari per il recupero delle somme dovute e l’impugnazione della disdetta contrattuale.

L’Anmirs chiama in causa anche la Regione Puglia, invitandola a richiamare l’ospedale al rispetto degli obblighi di legge. Il clima è incandescente: i medici parlano apertamente di una protesta senza precedenti, pronti a portare la loro voce fino al Vaticano e alle istituzioni nazionali, convinti che questa battaglia non riguardi solo un contratto, ma la dignità professionale e il futuro stesso di una delle strutture sanitarie più simboliche del Paese.

EB