CAMPOBASSO. Il momento della verità davanti al Tar Molise.
«Mercoledì prossimo 3 dicembre si discuterà davanti al Tar Molise il ricorso che abbiamo proposto per imporre allo Stato di accollarsi il pesantissimo disavanzo sanitario di centinaia di milioni di euro accumulati in sedici anni di commissariamento», annuncia Massimo Romano, leader di Costruire Democrazia. Una battaglia che il movimento definisce «la madre di tutte le battaglie», perché riguarda il futuro stesso della sanità molisana e la possibilità di liberarla dal cappio del piano di rientro.
«La nostra tesi è chiarissima ed è avallata in linea di principio da plurime pronunce sia della Corte costituzionale che del Consiglio di Stato: i cocci li hanno rotti i commissari governativi e quindi è giusto e sacrosanto che a pagare siano loro, ossia i Ministeri rivalendosi poi sui commissari inadempienti, e non i cittadini contribuenti», sottolinea Romano.
Se la linea del movimento dovesse prevalere, «il bilancio della Regione Molise tornerà in bonis, senza bisogno di cedere al ricatto del Governo che ha subordinato i famosi 90 milioni di euro ad ulteriori tagli ai servizi sanitari. Dal giorno dopo si potranno abbassare le tasse, svincolare la spesa pubblica per investimenti, uscire dal commissariamento, potenziare finalmente la sanità».
Romano ricorda il ritorno in Consiglio regionale nel 2023, «dopo un’assenza di dieci anni», e ribadisce la determinazione a «lasciare il segno concreto e tangibile del nostro impegno politico, istituzionale e giudiziario».
Infine, il leader di Costruire Democrazia ringrazia «il ricorrente Andrea Montesanto, gli avvocati Antonio Di Pietro, Pino Ruta, Margherita Zezza e Piero Colucci, tutti gli amministratori locali e militanti del nostro movimento che ci hanno supportato e ci sostengono, unitamente a Cgil, Cna, Legacoop e Cittadinanzattiva che hanno sposato la causa con senso di responsabilità».
EB
