TERMOLI. L’aggressione subita da un ragazzo di appena 14 anni a Santa Croce di Magliano continua a suscitare indignazione e reazioni. Dopo la solidarietà espressa dai sindaci molisani, interviene anche Anpeas, ente impegnato quotidianamente con giovani e minori attraverso il Servizio Civile Universale.
«Quanto accaduto non può lasciarci indifferenti – sottolinea l’associazione –. È una ferita che riguarda tutti, perché la violenza non è mai un fatto isolato, ma il segnale di un disagio che attraversa le comunità e interpella ciascuno di noi».
Anpeas ribadisce il proprio impegno contro ogni forma di bullismo e sopraffazione, richiamando alla responsabilità collettiva: «Educare al rispetto è un dovere che appartiene a ciascuno di noi. Solo attraverso una risposta unitaria delle istituzioni e della società civile è possibile contrastare fenomeni che minano la crescita sana delle nuove generazioni».
Il Servizio Civile, ricorda l’associazione, non è soltanto un’esperienza formativa, ma «un percorso di costruzione di coscienza civica, di attenzione verso le fragilità, di promozione della solidarietà e del senso di comunità».
Parole forti arrivano dalla presidente Patrizia Pano, che richiama l’urgenza di un impegno condiviso: «Ogni atto di violenza contro un minore è una sconfitta per l’intera comunità. Come Anpeas sentiamo ancora più forte la responsabilità di continuare a educare alla cittadinanza attiva, al rispetto delle differenze e alla cura dell’altro. Il Servizio Civile è e deve restare uno spazio di crescita umana e sociale, capace di contrastare l’indifferenza e promuovere una cultura della non violenza».
L’associazione rinnova la propria vicinanza al ragazzo e alla sua famiglia, invitando le comunità a trasformare il dolore in un impegno concreto: «Affinché nessun giovane si senta mai solo o indifeso».
