PORTOCANNONE. In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, Portocannone ha ospitato l’evento “Oltre l’Abilismo” presso il plesso dell’Istituto Comprensivo “John Dewey”. La mattinata è iniziata alle ore 11 con i saluti istituzionali del sindaco Francesco Gallo, dell’assessore alla Cultura Valentina Flocco e della dirigente scolastica Immacolata Lamanna.
L’incontro ha accolto gli interventi della professoressa Costantina Sabella e della dottoressa Adele Di Tillo, autrici della pubblicazione dedicata al tema dell’abilismo, insieme al contributo della dottoressa Benedetta Esposto, psicologa e psicoterapeuta in formazione. L’Area Inclusione dell’Istituto, rappresentata da Lia Glave e da Maria Renzi, coordinatrice del GLI, ha completato il quadro con riflessioni operative ed esperienze dirette.
Le relatrici hanno guidato anche momenti di lavoro con gli studenti, coinvolgendoli in esercizi di intelligenza emotiva e in attività pratiche pensate per stimolare consapevolezza e partecipazione. Gli alunni hanno risposto con entusiasmo e curiosità, dimostrando grande apertura verso i temi dell’inclusione.
Nel suo intervento, l’assessore Valentina Flocco ha richiamato la necessità di un vero cambio di prospettiva: «Dobbiamo chiederci cosa possiamo fare, concretamente, per creare un ambiente accogliente e adatto a tutti. Non è una domanda retorica». Ha ricordato come la scuola rappresenti un presidio fondamentale, mentre fuori dal contesto scolastico – soprattutto al compimento della maggiore età – famiglie e volontariato restino spesso gli unici punti di riferimento. Da qui il richiamo alla legge sul “Dopo di noi” e alle parole di Enzo Manes: «Nessuno basta a se stesso».
Flocco ha evidenziato come i ragazzi mostrino spesso una naturale predisposizione all’inclusione — «nel diario un alunno ha definito un compagno “un ragazzo speciale”, con spontaneità e affetto» — mentre sono gli adulti, talvolta, a dover compiere una vera evoluzione culturale. Ha quindi ribadito l’importanza dell’educazione, dell’alfabetizzazione emotiva e di un approccio privo di pietismo, capace invece di valorizzare la persona.
Ha inoltre ricordato la necessità di una maggiore sistematizzazione delle conoscenze anche per chi opera nel settore minorile come tutore o curatore speciale, attraverso un approfondimento non solo giuridico, ma anche semantico e filosofico del concetto di abilismo.
L’assessore ha concluso sottolineando il valore della cura quotidiana della scuola: «La preside ricorda i nomi di battesimo dei suoi studenti, non solo i cognomi: un gesto semplice che testimonia il rispetto per la loro unicità. L’obiettivo è proprio questo: soggettivizzare gli apprendimenti e riconoscere ogni persona».
L’evento si è chiuso con un clima di forte partecipazione, confermando che costruire una comunità realmente inclusiva richiede competenza, empatia, collaborazione e una consapevolezza condivisa.
AZ







