TERMOLI. Sul trasporto pubblico non c’è proprio tregua, stavolta a lamentarsi pubblicamente sono i pendolari Fis, ancora costretti a 700 metri di disagi: fermata pronta ma non autorizzata.
«Vi scriviamo per portare alla vostra attenzione il grave disagio che affligge un gruppo significativo di lavoratori pendolari diretti allo stabilimento Fis (Fabbrica Italiana Sintetici) di Termoli e alle ditte terze che vi operano.
Il Problema: Una Fermata Raggiungibile, ma Non Autorizzata
Ad oggi, i pendolari che utilizzano gli autobus della ditta Silvestri di Bonefro che interessa Lavoratori Di Bonefro, Santa Croce di Magliano, Rotello ,Colletorto San Giuliano di Puglia sono gli unici ancora costretti a percorrere circa 700 metri a piedi, sia sotto il sole cocente che in condizioni climatiche avverse.
Questa situazione è particolarmente inaccettabile dato che, da oltre un anno, lo stabilimento FIS ha completato importanti investimenti strutturali proprio per migliorare l’accesso: sono stati realizzati nuovi parcheggi e, soprattutto, una nuova rotonda che permette agli autobus di effettuare la fermata di sbarco ed imbarco direttamente davanti all’ingresso aziendale.
Il Mistero dell’Autorizzazione o la Ritorsione della ditta di Trasporti?
Risulta che, a seguito del completamento della rotonda, sia stato indetto un incontro in Regione per autorizzare la nuova fermata. Tuttavia, la ditta Silvestri – utilizzata da un ampio bacino di lavoratori – sembrerebbe essere rimasta esclusa da tale autorizzazione.
La confusione che ne deriva è totale e ricade interamente sui lavoratori:
Non è chiaro se la ditta Silvestri non abbia inviato la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione.
Non è chiaro se le autorità regionali stiano negando l’approvazione senza una motivazione valida.
Il dato più preoccupante è la persistente voce secondo cui la ditta Silvestri stia chiedendo un compenso di natura economica per attivare la fermata, bloccando di fatto l’iter a danno dei suoi stessi utenti.
Il dato di fatto è che questa situazione di incertezza e disagio, specialmente durante il periodo invernale, sta costringendo un numero crescente di pendolari ad abbandonare il trasporto pubblico e a utilizzare la propria auto privata per recarsi al lavoro, vanificando gli sforzi di sostenibilità e i recenti investimenti infrastrutturali della Fis.
Chiediamo che si faccia chiarezza immediatamente: chi è responsabile di questa paralisi? La Regione deve rendere noto l’iter e le eventuali mancanze documentali, o la ditta deve spiegare perché non ha ancora attivato una fermata essenziale per la sicurezza e la dignità dei suoi passeggeri, smentendo o confermando le voci di una richiesta economica.
I lavoratori pendolari chiedono solo di poter usufruire in sicurezza della nuova fermata, che è già pronta e funzionante».
EB

