giovedì 15 Gennaio 2026
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«Perdiamo due splendide persone», la comunità sconvolta dalla morte di Sara e Antonella

MOLISE. Pietracatella si è svegliata nel silenzio, quello spesso che avvolge le comunità quando una tragedia spezza le vite e lascia domande sospese. Davanti alla casa della famiglia Di Vita, questa mattina erano presenti la Polizia e una squadra dell’Asrem, impegnate nei rilievi e nelle verifiche del caso. Le porte chiuse, le persiane abbassate, mentre all’esterno volti tesi, sguardi bassi, poche parole sussurrate: un paese incredulo di fronte alla morte improvvisa della giovane Sara, 15 anni, e della madre Antonella, cinquantenne, commercialista di Yelsi.

Sara era una studentessa del Liceo Classico “Mario Pagano” di Campobasso. Sui social e tra le vie del paese corre la stessa frase, mormorata con voce rotta: una ragazza piena di vita. La madre, Antonella, lavorava fianco a fianco con il marito Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, conosciuto come un amministratore serio, stimato da colleghi e compaesani. Una famiglia apprezzata, definita da tutti per bene, presente nella comunità, rispettata nel lavoro e nelle relazioni.

Il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone (intervistato dalla collega Noemi Galuppo), ha espresso tutto il dolore della comunità. Ha ricordato Sara come una ragazza solare e Antonella come una donna attiva, generosa, sempre disponibile per gli altri. “Perdiamo due splendide persone – ha detto – una giovane piena di vita e una mamma che purtroppo non c’è più. È un incubo da cui vorremmo svegliarci, ma è realtà. La comunità si è stretta nel silenzio, nella vicinanza alla famiglia. Nei prossimi giorni sarà proclamato il lutto cittadino.”

Tommasone ha poi aggiornato sulle condizioni del padre, Gianni Di Vita, trasferito allo Spallanzani di Roma nelle ore successive al peggioramento clinico della moglie e della figlia. L’uomo si trova in terapia intensiva per precauzione, vigile e non sedato – hanno riferito i familiari – mentre l’altra figlia è sotto osservazione ma in buone condizioni. Una notizia che porta almeno un frammento di sollievo in un quadro dominato da dolore e incredulità.

Per le strade del paese, nelle piccole piazze dove ci si conosce tutti, le parole si ripetono: non ci si riesce a fare una ragione. La notizia ha attraversato le case all’alba, trasformando un risveglio qualunque in un giorno che Pietracatella non dimenticherà. Un residente, con la voce spezzata, ha ricordato la famiglia: “Persone per bene. Le figlie bravissime. Gianni è stato un buon amministratore, una persona rispettata. Una disgrazia inspiegabile.”

Ora c’è spazio solo per il raccoglimento, per il tempo sospeso del lutto. Le indagini sanitarie proseguono, e la comunità attende risposte su cosa possa aver causato un quadro clinico così aggressivo da togliere la vita a madre e figlia in poche ore. Ma chi vive queste strade ora sente soprattutto il bisogno di rispetto e silenzio, come ha sottolineato un conoscente della famiglia: “Adesso è il momento del dolore, poi si accerteranno eventuali responsabilità. Oggi bisogna restare vicini.”

Una casa, un paese intero, due vite spezzate troppo presto. Pietracatella resta ferma, quasi trattenendo il respiro, in attesa di un chiarimento che possa dare un senso a ciò che, per ora, sembra impossibile da comprendere.

EB