TERMOLI. Transizione industriale, incertezza energetica e il ruolo della Regione: cosa è emerso davvero dal tavolo sull’automotive e lo stabilimento Stellantis di Termoli?
Un confronto che è avvenuto tra Regione e parti sociali a metà mattina, a Palazzo Vitale.
Il tavolo ha raccolto preoccupazioni, non proponendo soluzioni. Il giro di interventi ha confermato che anche gli altri attori istituzionali vivono con crescente inquietudine l’impatto delle nuove regole europee sulla transizione del Green Deal, regole che stanno mettendo in difficoltà interi comparti produttivi.
La Regione ha ribadito la propria vicinanza, un elemento importante ma insufficiente se non accompagnato da una strategia chiara. È stato chiesto esplicitamente di riportare la questione al Governo, di capire quali siano le intenzioni reali dell’esecutivo e di ottenere un documento che definisca scenari, impegni e responsabilità.
Il presidente Roberti ha spiegato che la Regione sta lavorando su più tavoli, anche nell’ipotesi in cui Stellantis dovesse sottrarsi al progetto di Acc. Esistono altri partner potenzialmente interessati, ma il nodo resta quello che da anni condiziona ogni prospettiva industriale: la politica energetica.
Le imprese del territorio non riescono più a sostenere i costi rispetto ai concorrenti europei, un divario che oggi rischia di diventare definitivo. È da questa consapevolezza che nasce l’idea di costruire un’Area di Crisi Industriale Complessa estesa tra Molise e Abruzzo, uno strumento che potrebbe liberare risorse e interventi straordinari per un tessuto produttivo che sta già perdendo posti di lavoro.
Intanto, l’atteso confronto al Mimit ci sarà il prossimo 15 gennaio.
Emanuele Bracone
