CAMPOBASSO. In una fase di crescente tensione attorno al futuro della sanità pubblica molisana, il presidente della Regione Francesco Roberti interviene per smentire categoricamente ogni ricostruzione attribuita ad Asrem o agli uffici regionali secondo cui «Isernia sarebbe una città morta». Una frase mai pronunciata, ribadisce Roberti, e che rischia di alimentare polemiche sterili proprio nel momento in cui il territorio avrebbe bisogno dell’esatto opposto: compattezza.
Il presidente esprime piena vicinanza al sindaco di Isernia, Piero Castrataro, definendo «legittima» la sua protesta e ricordando come, nella recente Conferenza dei Sindaci, sia emersa con forza una consapevolezza condivisa: soltanto una visione comune può consentire al Molise di difendere il proprio sistema sanitario pubblico, messo a dura prova da anni di commissariamento.
Roberti richiama l’attenzione su un punto che considera decisivo: continuare a cercare colpe, responsabilità o tempistiche non aiuta a risolvere l’emergenza. «Oggi servono unità e condivisione», afferma, indicando nel superamento del commissariamento la condizione necessaria per restituire ai cittadini un’offerta sanitaria adeguata, dopo anni di progressivo impoverimento.
Il messaggio è chiaro: la battaglia per la sanità molisana non può essere combattuta in ordine sparso. Serve un fronte istituzionale compatto, capace di trasformare la protesta in proposta e di riportare al centro i diritti dei cittadini, al di là delle appartenenze politiche e delle tensioni locali.
EB

