TERMOLI. Lunedì 29 dicembre, alle ore 11, si svolgerà presso la sala consiliare del Comune di Termoli la presentazione del progetto Sea Trace e del protocollo d’intesa firmato da Innovation Sea, Autorità di Sistema Portuale del Basso Adriatico, Comune di Termoli, Res Spa e Nest.
Cos’è Sea Trace?
Ogni anno tonnellate di rifiuti finiscono sui fondali dei mari italiani, spesso recuperati accidentalmente dai pescatori durante le normali attività. Una risorsa preziosa per l’ambiente che, però, si scontra con una gestione complessa, costosa e priva di strumenti di tracciabilità. Oggi una soluzione innovativa promette di cambiare radicalmente questo scenario: Sea Trace, il primo “passaporto digitale” dei rifiuti marini.
Un progetto tutto italiano
Sea Trace nasce dalla collaborazione tra The Nest Company, realtà specializzata in piattaforme digitali per la sostenibilità, e Innovation Sea, azienda con oltre vent’anni di esperienza nella salvaguardia marina. Nest Company ha già tracciato più di 800.000 tonnellate di materiali in diversi settori industriali grazie a un ecosistema blockchain flessibile e scalabile. Innovation Sea, invece, opera quotidianamente nella raccolta dei rifiuti marini, supportata da pescatori, droni e ROV.
L’unione delle due competenze ha dato vita a una piattaforma pensata per rendere finalmente semplice, trasparente e verificabile la gestione del RAP – Rifiuto Accidentalmente Pescato.
Il problema: rifiuti non tracciabili e costi elevati
Oggi il RAP rappresenta una sfida per pescatori e autorità portuali. I rifiuti recuperati non sono tracciabili: manca un sistema che identifichi chi li ha raccolti, dove e quando. Le autorità devono gestire dati frammentati, con costi amministrativi elevati e un rischio costante di errori o incongruenze.
La soluzione: un registro digitale certificato
Sea Trace introduce un sistema digitale che semplifica l’intera filiera del RAP, dalla raccolta al conferimento, fino al riciclo. Grazie a un’app dedicata, il pescatore può registrare in pochi secondi peso, tipologia e coordinate del rifiuto recuperato, senza interrompere le attività di pesca. Tutte le informazioni vengono poi archiviate su un registro blockchain pubblico, immutabile e verificabile, che garantisce trasparenza e impedisce frodi o dichiarazioni non corrette.
Le autorità portuali possono così accedere a dati certificati in tempo reale, riducendo drasticamente i costi di gestione e migliorando la qualità delle informazioni per la pianificazione ambientale.
Tecnologia scalabile e antifrode
La piattaforma è interoperabile con sistemi portuali, comunali, regionali e con i modelli EPR (responsabilità estesa del produttore). Oltre al RAP, Sea Trace permette anche la tracciabilità delle attrezzature da pesca a fine vita, come reti e galleggianti, aprendo la strada a un sistema nazionale di economia circolare.
Un impatto ambientale concreto
Sea Trace non si limita a digitalizzare i processi: contribuisce attivamente alla tutela del mare. La piattaforma consente di:
- mappare le aree più contaminate
- monitorare i fondali critici
- ridurre microplastiche e rifiuti marini
- valorizzare il ruolo dei pescatori come “sentinelle del mare”
Il rifiuto raccolto può essere selezionato e avviato al riciclo o al recupero energetico, trasformandosi in nuova materia prima.
Un progetto già operativo
Sea Trace non è un prototipo: è già attivo in un progetto pilota realizzato con il Comune di Termoli, le Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e RES S.p.A. La tecnologia è pienamente conforme alla normativa, inclusa la legge Salva Mare.
Verso la distribuzione nazionale
Finanziato finora interamente da Innovation Sea e The Nest Company, il progetto è pronto per essere esteso su scala nazionale.
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