TERMOL.I. A Difesa Grande nasce la “Posta del Cuore”, un progetto che unisce memoria, innovazione e comunità. Una vecchia cassetta delle lettere di Poste Italiane, destinata alla rimozione come molte altre nel territorio comunale, viene recuperata, trasformata e restituita alla città come contenitore di vita: al suo interno, da oggi, è custodito un defibrillatore a servizio del quartiere. Un gesto semplice e potentissimo, che racconta come la cura collettiva possa nascere anche da ciò che sembrava inutile, superato, dimenticato.
La cerimonia di inaugurazione, svoltasi nella mattinata, ha riunito istituzioni, associazioni, volontari e cittadini in un clima di partecipazione autentica. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Il Mosaico, da anni impegnata nel tessuto sociale termolese, e realizzata grazie alla collaborazione con Poste Italiane, il Comune di Termoli, la famiglia Paggiotta dell’Hotel Europa e il Sae 112. Una rete di soggetti diversi che, per una volta, non si limita a condividere un progetto, ma lo costruisce insieme, passo dopo passo, fino a trasformarlo in un modello replicabile.
La cassetta postale scelta per l’intervento non è un oggetto qualunque. Nel gergo dei portalettere era una “cassetta di appoggio”, nota anche come “cassetta dei viaggetti”: un punto di rifornimento per i postini che, fino a qualche decennio fa, percorrevano i quartieri in motorino. Ogni giorno un furgone la riforniva di posta aggiuntiva, permettendo al portalettere di evitare il ritorno al centro di recapito. Un frammento di storia del lavoro postale, un simbolo di un’Italia che cambiava, di un servizio pubblico che si adattava ai ritmi delle comunità. Oggi, quello stesso oggetto torna a essere utile, ma in un modo nuovo: non più per distribuire lettere, ma per proteggere vite.
«Un gesto di cuore in tutti i sensi» ha dichiarato il Sindaco di Termoli Nicola Balice, sottolineando come questo defibrillatore — donato dalla famiglia Paggiotta — rappresenti un presidio fondamentale per un quartiere popoloso come Difesa Grande. «Ogni nuovo dispositivo installato rende la città più sicura. La strada è quella giusta, ma dobbiamo fare ancora di più e lo faremo». Parole che non suonano come una formula di rito, ma come un impegno politico e civile.
Accanto al Sindaco, Erika Giovannelli, responsabile del Centro Logistico di Poste Italiane a Termoli, ha espresso l’orgoglio dell’azienda per aver contribuito a un progetto così innovativo: «Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta del Comune e dell’associazione Il Mosaico. Questa cassetta non era più utilizzata e sarebbe stata rimossa. Oggi invece diventa un bene per tutta la comunità. È un’idea che potrebbe essere adottata anche altrove». Una dichiarazione che apre la strada a una possibile rete nazionale di “Poste del Cuore”, un modo nuovo di intendere il riuso degli spazi urbani.
Il cuore del progetto, però, batte nell’intuizione dell’associazione Il Mosaico, che da anni lavora nei quartieri con iniziative di prevenzione, solidarietà e cittadinanza attiva. «È un progetto unico in Italia» ha spiegato Enrico Miele, presidente dell’associazione e assessore comunale. «Un privato, l’Hotel Europa, voleva donare un defibrillatore e ci ha chiesto dove posizionarlo. Da lì è nata l’idea di trasformare una cassetta postale in contenitore. Abbiamo presentato il progetto a Poste, che ha detto subito sì. È un modello replicabile in ogni città italiana, perché nasce da uno spirito comunitario autentico».
La famiglia Paggiotta, che da tre generazioni vive nel quartiere, ha sostenuto economicamente l’iniziativa. «Per noi è un gesto naturale» ha raccontato Pasquale Paggiotta. «Siamo cresciuti qui, abbiamo visto questo quartiere cambiare, e ci sembrava giusto restituire qualcosa alla collettività. Poste ha creduto subito nel progetto e questo ci ha dato ancora più forza». Le sue parole restituiscono il senso profondo di un gesto che non è solo filantropia, ma radicamento, appartenenza, memoria familiare.
La manutenzione del defibrillatore sarà affidata al Sae 112, che da anni opera sul territorio con attività di formazione e supporto. «Il nostro compito è sostenere, promuovere, educare, informare» ha ricordato Matteo Gentile. «Difesa Grande aggiunge oggi un secondo defibrillatore: un risultato che premia la generosità della famiglia Paggiotta e la sensibilità di Poste Italiane. Continueremo a prendercene cura, perché un defibrillatore non è solo un dispositivo: è una responsabilità condivisa».
La “Posta del Cuore” è molto più di un contenitore rosso appeso a un muro. È un simbolo di come una comunità possa reinventare se stessa, trasformare un oggetto in disuso in un presidio di vita, unire pubblico e privato in un progetto che non ha bisogno di grandi budget ma di idee, volontà e collaborazione. È la dimostrazione che la sicurezza urbana non è solo un tema tecnico, ma un atto collettivo, un gesto di cura reciproca.
E soprattutto è un messaggio: ciò che sembra vecchio può tornare utile, ciò che sembra finito può rinascere, ciò che sembra piccolo può diventare grande. A Difesa Grande, oggi, una cassetta delle lettere non raccoglie più posta. Raccoglie speranza.

