giovedì 22 Gennaio 2026
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Un piccolo gesto che illumina il Natale

SAN MARTINO IN PENSILIS. Il Natale, nei nostri paesi, non è soltanto una ricorrenza: è un tempo in cui la comunità si riconosce nei gesti, nelle scelte, nei piccoli atti che diventano simboli. E quest’anno, ancora una volta, l’Istituto Comprensivo “John Dewey” di San Martino in Pensilis, Portocannone e Ururi ha scelto di dare a questo tempo un significato concreto, tangibile, profondamente umano: sostenere l’Ail – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma – attraverso la vendita delle Stelle di Natale. Un’iniziativa che non si limita a raccogliere fondi, ma che costruisce consapevolezza, educa alla responsabilità, intreccia scuola e territorio in un’unica trama di solidarietà
Lo scorso 5 dicembre, gli alunni della Scuola primaria e della Scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “John Dewey” sono scesi nelle piazze e nelle strade dei tre Comuni, inaugurando la tre giorni di sensibilizzazione promossa dall’AIL. Si sono alternati in piccoli gruppi, hanno spiegato il valore dell’iniziativa, hanno raccontato cosa rappresenta una Stella di Natale, hanno incontrato cittadini, ascoltato storie, accolto domande. Hanno scoperto che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un gesto che passa attraverso la voce, il sorriso, la disponibilità. Un gesto che educa, che forma, che costruisce legami. Un gesto che trasforma la scuola in un luogo che non osserva il mondo da lontano, ma lo attraversa, lo abita, lo sostiene.
Questa esperienza nasce all’interno del Service-Learning, approccio pedagogico che l’Istituto Comprensivo “John Dewey” ha scelto da anni come parte integrante del proprio Ptof. Il Service come cittadinanza attiva, responsabilità, cura del bene comune; il Learning come crescita personale, sviluppo di competenze sociali e disciplinari, capacità di lavorare insieme. Non un progetto tra i tanti, ma una visione educativa che mette al centro l’idea che si impara facendo, che si cresce agendo, che si diventa cittadini attraverso l’esperienza diretta. E la vendita delle Stelle di Natale è uno degli esempi più chiari di questa pedagogia che unisce teoria e vita reale.
L’iniziativa, nata lo scorso anno nel plesso di Portocannone, aveva già mostrato la forza di questa sinergia. Il successo ottenuto aveva rivelato quanto la comunità fosse pronta a rispondere, a sostenere, a partecipare. Quest’anno, con l’estensione dell’attività anche ai plessi di Ururi e San Martino in Pensilis, il progetto ha assunto una dimensione ancora più ampia: non più un’esperienza locale, ma un movimento condiviso, un’unica rete che attraversa tre territori e li unisce in un gesto comune. Non tre scuole separate, ma un’unica comunità educativa che sceglie di esserci, di mettersi in gioco, di fare la propria parte.
Il risultato è stato eloquente: nella sola giornata di venerdì 5 dicembre sono state vendute circa 200 piante. Un numero che racconta la generosità dei cittadini, ma anche la maturità dei ragazzi, la loro capacità di assumersi responsabilità, di comprendere il valore di ciò che stavano facendo. Ogni pianta venduta è un contributo alla ricerca scientifica, ai servizi di assistenza domiciliare, alle case alloggio, al supporto psicologico per i pazienti e le loro famiglie. Ma è anche un tassello di un percorso educativo che insegna a guardare oltre se stessi, a riconoscere il bisogno dell’altro, a capire che la solidarietà è un’azione che si impara facendola.
Le Stelle di Natale dell’AIL sono ormai un simbolo nazionale: rappresentano la speranza, la vicinanza, la possibilità di trasformare un piccolo gesto in un aiuto concreto. Nei nostri paesi, però, assumono un significato ulteriore: diventano il segno di una comunità che non si limita a osservare, ma sceglie di partecipare; di un Istituto Comprensivo che non si chiude nelle aule, ma si apre al territorio; di ragazzi che imparano a essere cittadini prima ancora che studenti. È un messaggio che attraversa generazioni, che unisce famiglie, che rafforza il senso di appartenenza.
A tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa – alunni, docenti, famiglie, cittadini – va un ringraziamento sincero. Perché la solidarietà non nasce da sola: nasce quando qualcuno decide di compiere il primo passo. E quest’anno, ancora una volta, l’Istituto Comprensivo “John Dewey” lo ha fatto, illuminando il Natale con un gesto che vale più di mille parole. Un gesto che continuerà a crescere, a radicarsi, a unire scuola ed extrascuola, rafforzando i legami che tengono insieme una comunità e ricordando a tutti che il Natale non è solo una festa, ma un’occasione per scegliere di essere migliori.

EB