TERMOLI. La Giornata del Ringraziamento, celebrata oggi dalla sezione Coldiretti di Termoli, ha riportato in centro i grandi trattori, ma questa volta senza tensioni né allarmi: nessun blocco, nessuna protesta, solo una comunità agricola che ha scelto di fermarsi per dire grazie.
Una sfilata lenta, solenne, quasi rituale, ha attraversato le vie cittadine ricordando a tutti che dietro ogni raccolto, ogni stagione salvata, ogni filiera che resiste c’è un lavoro che non conosce tregua e una fiducia ostinata nella Provvidenza. Le criticità del settore – lo sanno bene gli agricoltori – restano tutte sul tavolo, e nessuno esclude nuove mobilitazioni se non arriveranno risposte concrete.
Ma oggi no: oggi il messaggio era un altro, semplice e radicale nella sua forza simbolica. Ringraziare, prima di tutto.
Il cuore della giornata è stato la Santa Messa nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, celebrata da Padre Enzo Ronzitti, che al termine ha impartito la benedizione ai mezzi agricoli schierati all’esterno. Un gesto antico, che ogni anno rinnova il patto tra la terra e chi la lavora. L’amministrazione comunale rappresentata dal vicesindaco, Michele Barile.
Durante l’omelia, Padre Enzo ha richiamato anche un frammento prezioso dell’identità termolese: la nuova edizione del concorso dedicato a Benito Jacovitti, «JACOVITT…IAMO», un ponte tra memoria, creatività e radici cittadine. Perché la gratitudine, oggi, non era solo per i frutti della terra, ma anche per ciò che rende una comunità riconoscibile, viva, capace di custodire e rilanciare la propria storia.
Michele Trombetta






