TERMOLI. L’ultimo giorno del 2025 si apre con un respiro lento e luminoso. Il mare, leggermente increspato, si infrange contro la scogliera come a voler salutare l’anno che se ne va. Sulla spiaggia, qualche passo solitario lascia impronte leggere sulla sabbia chiara, mentre il lungomare si anima piano, tra chi corre, chi passeggia e chi semplicemente si ferma a guardare l’orizzonte.
L’attesa del nuovo inizio. Un gabbiano taglia il cielo limpido, quasi a ricordare che il tempo scorre, ma la bellezza resta.
Termoli saluta così il 2025: senza clamore, ma con quella poesia naturale che appartiene solo ai luoghi di mare. Un ultimo giorno che non chiude, ma apre. Che non finisce, ma promette.








