SANTA CROCE DI MAGLIANO. Il caso della baby gang a Santa Croce di Magliano rimbalza nei notiziari locali e nazionali. Il clamore che sta facendo questo episodio di violenza ha scoperchiato il vaso di Pandora. Non è isolato come caso.
Negli ultimi mesi, il piccolo centro molisano è stato teatro di una sequenza inquietante di aggressioni, intimidazioni e atti vandalici, che hanno trasformato la percezione della sicurezza nelle strade. La violenza non è più un episodio isolato: è un filo rosso che collega fatti apparentemente distanti tra loro, mostrando uno schema preoccupante di prevaricazione e sopraffazione.
Uno dei casi più gravi riguarda un giovane del quartiere, sempre riservato, impegnato in lavori quotidiani e piccolo volontariato come portare a spasso i cani di una signora. È stato preso di mira e aggredito senza motivo, riportando una frattura alla spalla e traumi psicologici profondi che lo hanno costretto a lasciare la sua casa e a cercare rifugio altrove.
Negli stessi mesi, auto graffiate, atti vandalici e intimidazioni ai danni di cittadini sono diventati sempre più frequenti. Un uomo che rientrava a casa dopo il lavoro è stato accerchiato nella villa del paese, con l’obiettivo di sottrargli l’incasso della giornata: un vero tentativo di rapina, non una semplice bravata adolescenziale.
A dimostrare che il pestaggio del 14enne non è un episodio isolato, un video registrato il 28 settembre mostra un’aggressione improvvisa all’esterno di un locale: un giovane colpisce un coetaneo al volto facendolo cadere a terra, mentre altri osservano immobili. Le immagini, diffuse con i volti oscurati, documentano una violenza improvvisa e gratuita, che supera di gran lunga le “ragazzate” e dimostra come comportamenti aggressivi simili si siano verificati già in passato.
L’ultimo episodio, però, ha scosso profondamente il paese: un altro ragazzo è stato colpito a calci in testa nel centro di Santa Croce, senza alcuna provocazione. La brutalità dell’aggressione ha fatto emergere il clima di paura e impotenza che da mesi accompagna i cittadini. Qui non si parla più di scherzi o episodi isolati, ma di un comportamento reiterato, strutturato, volto alla prevaricazione dei più deboli.
Il 15 dicembre, durante un’assemblea pubblica nella sala consiliare, genitori, insegnanti e cittadini hanno chiesto risposte concrete. Il dibattito si è acceso tra rabbia, paura e richiesta di interventi immediati. La minoranza consiliare ha criticato duramente l’amministrazione: secondo i consiglieri, minimizzare gli episodi significa negare la realtà. “Far finta che il problema non esista è pericoloso”, hanno dichiarato, invitando le istituzioni a creare politiche sociali, spazi di aggregazione e percorsi educativi per prevenire la violenza.
Sulla vicenda, il sindaco è stato convocato dal prefetto di Campobasso al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, insieme ai vertici delle forze dell’ordine, ai rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale e dell’Ambito territoriale sociale di Larino. Durante l’incontro, sono state discusse strategie di prevenzione, la presenza costante dei servizi sociali sul territorio e attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani, con particolare attenzione al ruolo della scuola nel cogliere segnali precoci di disagio.
Ma siamo sicuri che Santa Croce sia un caso isolato? Aggressioni e risse tra giovani riguardano tanti centri del Molise. Solo che molti non hanno il coraggio di denunciare. Ma queste episodi ora non mostrano più un Molise tranquillo e lontano dalla violenza urbana. Tutto ciò è stato incrinato: la realtà quotidiana, fatta di intimidazioni, atti vandalici e aggressioni, richiede interventi strutturati e concreti.
La comunità ora è chiamata a reagire. Prevenzione, educazione, giustizia: solo così sarà possibile arginare il fenomeno. Ogni silenzio e ogni minimizzazione consegna spazio alle baby gang. Le vittime hanno nomi, volti e storie. Raccontare questi fatti non è allarmismo, ma un dovere civile e giornalistico. Tacere significherebbe abbandonare le strade e la comunità alla paura e all’impunità.
Santa Croce di Magliano oggi cerca strumenti di resilienza, consapevole che dietro ogni atto di violenza c’è un vuoto educativo che le istituzioni e la comunità hanno il dovere di colmare. Ogni giorno è un’occasione per costruire sicurezza, fiducia e futuro per i giovani, trasformando la paura in impegno collettivo.
Alberta Zulli

