TERMOLI. «Buon pomeriggio, dopo aver visto il vostro articolo credo proprio di aver ritrovato quella bici»: comincia così il messaggio arrivato in redazione da G. C., una di quelle comunicazioni che ricordano quanto la comunità, quando vuole, sa essere rete, presidio e cura reciproca. La bicicletta segnalata come rubata ieri mattina, in Corso Mario Milano, è stata infatti ritrovata buttata sul lungomare nord di Termoli, abbandonata come un oggetto qualsiasi. A riconoscerla è stato un lettore, che non ha esitato un istante: ha contattato la redazione chiedendo come mettersi in comunicazione con il proprietario.
Il signor Vincenzo, ciclista appassionato e profondamente legato al suo mezzo, era stato raggiunto inizialmente tramite il presidente della società ciclistica di Larino. Appena ricevuta la notizia del ritrovamento, si è precipitato a Termoli per recuperarla. Un viaggio immediato, quasi istintivo, perché quella bici non era solo un oggetto: era il simbolo di una passione, lo strumento che alimentava le sue giornate, il compagno silenzioso di chilometri e fatica.
Quando l’ha rivista, ancora sporca di sabbia e vento, Vincenzo non ha nascosto la sua emozione. «Sono molto contento», ha raccontato, «perché ero legato a quella bici e perché era ciò che mi permetteva di coltivare la mia passione». Una frase semplice, ma che restituisce tutta la forza di un gesto: quello di un cittadino che vede, riconosce, segnala; quello di una comunità che si attiva; quello di un uomo che ritrova un pezzo importante della propria vita.
Un piccolo episodio, certo, ma che ricorda quanto Termoli sappia essere vigile, solidale e concreta quando serve davvero.
EB
