venerdì 23 Gennaio 2026
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Caso Costantini e tensioni familiari, le versioni dei due legali a confronto

TERMOLI. Il 15 settembre scorso, Andrea Costantini, 38enne di Penne, è stato trovato senza vita nella cella frigorifero del supermercato di Termoli dove lavorava. A più di due mesi dalla tragedia, emergono nuovi dettagli sulle dinamiche familiari che hanno preceduto il drammatico evento.

Secondo l’avvocato Piero Lorusso, legale dei genitori di Andrea, “Ai genitori risulta, perché l’hanno constatato personalmente e perché è stato loro riferito, che esisteva un rapporto altamente conflittuale tra Andrea e Angela. Andrea è stato in varie occasioni allontanato dalla casa familiare dalla compagna”.

“Non esistevano screzi legati alla vendita del terreno – precisa Lorusso – i conflitti, i maltrattamenti e i forti dissidi erano precedenti all’acquisto o alla vendita del terreno e non hanno alcun nesso causale con esso. Andrea desiderava separarsi dalla compagna e porre fine a una convivenza ormai insostenibile. Ai genitori confessava: ‘è diventato un inferno’. La sua volontà di allontanarsi è dimostrata anche dal fatto che aveva messo in vendita il terreno appena acquistato, senza mai chiedere alla compagna, madre di suo figlio, di sposarlo”.

Dall’altra parte, l’avvocata Paola Cecchi, legale della compagna di Costantini, sottolinea: “La mia assistita non è indagata ed è stata chiara sin dall’inizio. Non c’erano problemi di coppia, non stavano per lasciarsi e, se c’era qualche screzio familiare, era semplicemente legato alla vendita del terreno”.

Al centro della vicenda c’è, infatti, l’acquisto di un terreno da parte di Andrea nella periferia di Termoli, in contrada Ponticelli, verso San Giacomo degli Schiavoni. “Ho spiegato più volte – aggiunge Cecchi – che Andrea ha comprato il terreno a giugno e subito dopo ha deciso di volerlo vendere rapidamente, senza apparente motivo. Prima quell’acquisto era un sogno che desiderava realizzare, poi è cambiato e ciò ha generato dissapori familiari, perché la compagna non comprendeva le ragioni di questa scelta”.

Secondo Cecchi, queste discussioni non mettono in dubbio la progettualità familiare di Andrea: “Il terreno doveva servire per costruire una piccola casetta dove festeggiare i compleanni del figlio. Andrea voleva rimanere a Termoli, progettare qualcosa per il figlio e per la famiglia, contrariamente a quanto ipotizzato dalla madre, secondo cui desiderava tornare dai genitori a Penne”.

La Procura di Larino ha disposto la riesumazione del cadavere di Andrea e mercoledì prossimo si terrà l’incidente probatorio. “Anche la mia assistita – spiega Cecchi – come la famiglia di Andrea, ha interesse che si faccia luce sulla vicenda. È necessario stabilire se si tratta di omicidio o suicidio, perché i reati contestati sono omicidio o, in subordine, istigazione al suicidio e maltrattamenti in famiglia. Per questo motivo sarà effettuata anche una perizia calligrafica”.

AZ