venerdì 16 Gennaio 2026
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Coppia di anziani aggredita da un giovane in via Arno

TERMOLI. Nemmeno una richiesta o una lamentela, ma una semplice osservazione, dalla qual è scaturita, addirittura, una aggressione, per una questione di parcheggio davanti a un garage in via Arno, che ha lasciato una coppia di anziani sotto shock e ha riacceso, con forza, il tema della sicurezza quotidiana nei quartieri cittadini.

L’episodio si è verificato nel primo pomeriggio di domenica, intorno alle 15, proprio davanti al portone del palazzo. Un uomo di 78 anni stava rientrando a casa quando ha fatto notare, con educazione, la presenza di un’auto parcheggiata davanti al garage. Nulla di più. Nessuna lite, nessun insulto. Una semplice osservazione, dettata dalla necessità di poter accedere alla propria abitazione.

Pochi istanti dopo, però, la situazione è precipitata. Dal palazzo è sceso un giovane di 23 anni, nipote di un coinquilino dello stabile, già noto alle forze dell’ordine. Senza alcuna mediazione, senza un confronto verbale che potesse giustificare una reazione tanto spropositata, il ragazzo si è scagliato contro l’anziano, spingendolo a terra e colpendolo. Una violenza improvvisa, brutale, che ha lasciato l’uomo indifeso sull’asfalto.

Nel tentativo di intervenire, anche la moglie dell’anziano è stata strattonata. La scena, avvenuta in pieno giorno e davanti all’ingresso del palazzo, ha sconvolto i presenti e i residenti della zona. Sul posto sono intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine: entrambi i coniugi sono stati accompagnati al pronto soccorso. Il 78enne è stato medicato per le ferite riportate, mentre per entrambi resta soprattutto il trauma psicologico di un’aggressione subita davanti alla propria casa, in quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro.

«Sono sotto shock. Hanno paura di stare a casa loro», raccontano i familiari, ancora visibilmente scossi. «E non è una cosa giusta. Non è possibile che una persona anziana, dopo una vita di lavoro e sacrifici, debba avere timore anche solo di uscire o rientrare nel proprio portone». Una paura che non riguarda solo le vittime dirette, ma che si estende a tutta la famiglia e, più in generale, ai residenti del quartiere. «Anche noi abbiamo timore quando entriamo o usciamo di casa. Questa non è una situazione sostenibile».

Secondo quanto riferito, non si tratterebbe di un episodio isolato. «Non vogliamo aspettare che succeda qualcosa di ancora più grave», è l’appello accorato dei familiari.

«Pretendiamo che venga tutelata la sicurezza di chi vive lì. Non è accettabile che, per l’inerzia o per la lentezza degli interventi, a pagare siano sempre i più deboli».

EB