CAMPOBASSO. Un anno di controlli serrati, capillari, spesso complessi. Un anno in cui i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Campobasso hanno passato al setaccio l’intera filiera alimentare molisana, dai ristoranti ai supermercati, dai fast food ai food truck, fino alle attività più piccole e periferiche. Il bilancio è tutt’altro che marginale: 552 ispezioni, 162 irregolarità accertate, 17 quintali di alimenti sequestrati e 10 attività chiuse immediatamente per condizioni igienico-sanitarie giudicate incompatibili con la tutela della salute pubblica.
L’attività del Nas, svolta nel corso dell’anno, ha interessato ogni segmento della produzione e commercializzazione degli alimenti. Non solo i tradizionali esercizi di ristorazione, ma anche ristoranti etnici, street food, laboratori artigianali, macellerie, caseifici, bar e punti vendita della grande distribuzione. Una rete di controlli ampia, pensata per intercettare criticità diffuse e prevenire rischi concreti per i consumatori.
Il dato più allarmante riguarda proprio la quantità di alimenti sequestrati: circa 17 quintali di prodotti risultati non conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza, tracciabilità e conservazione. Prodotti privi di etichettatura, con data di scadenza superata, conservati in modo improprio o stoccati in ambienti non idonei. Un valore commerciale stimato in 45.000 euro, ma soprattutto un potenziale pericolo per la salute dei cittadini.
Ancora più rilevante è il capitolo delle chiusure: 10 attività sospese con effetto immediato, per un valore economico complessivo di 2.250.000 euro. In questi casi, i militari hanno riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali, tali da rendere impossibile la prosecuzione dell’attività fino al ripristino delle condizioni minime di sicurezza. Si tratta di ristoranti, bar, supermercati, macellerie, fast food e caseifici: un ventaglio che conferma come le criticità non riguardino un singolo settore, ma attraversino l’intero comparto.
Le irregolarità più frequenti fotografano un quadro preoccupante: gestione difforme del titolo autorizzativo, alimenti non tracciati, mancata applicazione delle procedure HACCP, carenze strutturali, scarsa igiene nei locali destinati alla produzione, somministrazione e conservazione degli alimenti. Violazioni che, sommate, delineano un problema culturale prima ancora che amministrativo: la sicurezza alimentare non è un optional, ma un obbligo.
Per le violazioni accertate, il Nas hanno contestato sanzioni amministrative per circa 80.000 euro. I titolari delle attività irregolari sono stati inoltre segnalati alle competenti Autorità Sanitaria e Amministrativa per gli ulteriori provvedimenti del caso.
Il bilancio annuale del Nas di Campobasso non è solo un elenco di numeri: è la fotografia di un territorio che, pur vantando eccellenze agroalimentari riconosciute, continua a mostrare sacche di improvvisazione, superficialità e scarsa attenzione alle norme. Un richiamo forte alla responsabilità degli operatori e, allo stesso tempo, una conferma dell’importanza dei controlli come presidio essenziale per la tutela della salute pubblica.
EB

