martedì 13 Gennaio 2026
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Lite in via Arno, la replica della famiglia coinvolta: «Siamo noi che abbiamo sporto denuncia»

TERMOLI. Aggressione in via Arno: la replica della famiglia coinvolta, che offre una diversa ricostruzione dei fatti.
In riferimento alla notizia pubblicata nella giornata di ieri relativa all’episodio avvenuto in via Arno a Termoli, la famiglia coinvolta intende fornire una dettagliata ricostruzione dei fatti, ritenendo necessario chiarire alcuni passaggi e correggere informazioni non rispondenti alla realtà.
I fatti risalgono ai giorni di venerdì 13 dicembre, ricorrenza di Santa Lucia, e alla successiva giornata di domenica. In entrambe le occasioni il nucleo familiare – genero, figlia, nipote – si è recato, come avviene sporadicamente, presso l’abitazione della suocera, residente proprio in via Arno. Le autovetture sono state parcheggiate regolarmente e senza intralcio.
Durante la permanenza in casa, il genero si è affacciato dal balcone, che sovrasta l’area dove erano parcheggiate le auto, per fumare una sigaretta. In quel frangente, un uomo rientrando nel palazzo avrebbe iniziato a rivolgere insulti pesanti e volgari dal basso verso l’alto, gridando al loro indirizzo, sul modo di parcheggiare le auto.
A fronte di tali frasi, dal balcone è stata rivolta una semplice richiesta di chiarimento: «Scusi, ma c’è qualche problema?». La risposta dell’uomo sarebbe stata: «Sì, sì, scendi giù che c’è qualche problema», accompagnata da toni minacciosi.
A quel punto il genero ha iniziato a scendere, seguito dalla suocera, dal figlio e successivamente anche dalla moglie, preoccupata per la situazione. Ne sarebbe nato un alterco degenerato rapidamente, nel corso del quale la suocera sarebbe stata prima aggredita verbalmente, poi strattonata e infine spinta a terra.
La donna, affetta da una patologia neurologica, avrebbe avuto una crisi tale da rendere necessario l’intervento del 118. In un primo momento è stata medicata a domicilio, ma successivamente il personale sanitario ha ritenuto opportuno il trasporto in ospedale, dove sono stati eseguiti accertamenti clinici e somministrate terapie endovenose.
La famiglia precisa inoltre che, successivamente all’accaduto, sarebbero intervenuti anche altri familiari dell’uomo coinvolto nella lite. Anche la moglie del genero sarebbe stata oggetto di ulteriori aggressioni verbali, con frasi del tipo: «Voi non dovete venire qua perché non abitate qui».
Infine, viene la famiglia smentisce che il 23enne sia noto alle forze dell’ordine, non essendo mai stato denunciato né coinvolto in episodi di rilievo giudiziario.
La famiglia, ieri pomeriggio, si è recata presso la stazione dei Carabinieri, per sporgere formale querela.

EB