CAMPOBASSO. Epatite fulminante, avvelenamento da funghi, intossicazione. Sono queste le ipotesi al momento considerate più plausibili per spiegare la morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, decedute a poche ore di distanza a Campobasso.
A Fanpage.it ha parlato Maurizio Bissoli, responsabile del Centro Antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano.
“Le cause potrebbero essere legate a un danno epatico rapidissimo, noto come epatite fulminante, che in alcuni casi può provocare la morte o rendere necessario un trapianto urgente. Tra le cause alimentari più pericolose ci sono alcuni funghi velenosi, in particolare l’Amanita falloide, capaci di provocare effetti gravi in poche ore. Altri tipi di intossicazioni, come quelle da pesce, non portano a un danno così rapido”.
Le due donne avevano manifestato disturbi dopo la cena della Vigilia di Natale e si erano recate al pronto soccorso dell’ospedale di Campobasso, dove erano state dimesse dopo una prima valutazione. La Procura segnala che Sara si era recata due volte in ospedale prima di morire. La Squadra Mobile ha sequestrato cartelle cliniche e alimenti presenti in casa a Pietracatella, mentre cinque operatori sanitari, tra medici e personale ospedaliero, sono finiti sotto indagine.
Il padre di Sara, marito di Antonella, ha manifestato sintomi analoghi ed è ricoverato in rianimazione allo Spallanzani di Roma, insieme alla figlia maggiore, che però non ha avuto problemi di salute. Secondo le prime ricostruzioni, la famiglia potrebbe aver consumato un pasto contaminato prima della cena della Vigilia, mentre altre dieci persone presenti al momento del pasto non hanno mostrato sintomi.
“I funghi mortali non si trovano in commercio in Italia: il rischio deriva da raccolte private o da regali. Anche se conservati congelati, questi funghi possono risultare pericolosi se consumati durante le feste. I sintomi iniziali comprendono stanchezza improvvisa, dolore nella zona del fegato, vomito e diarrea, che nei casi più gravi possono evolvere in insufficienza renale, acidosi e coma“.
Sul decesso spunta, tra le altre ipotesi, anche l’avvelenamento da topicida contenuto nella farina. A tal proposito è intervenuto Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova.
“Potrebbe spiegare la velocità con cui si è manifestata l’epatite fulminante, un topicida può dare una forma gravissima di epatite. Il quadro però è anche molto simile a quello sostenuto da altri avvelenamenti, ad esempio da funghi o quello che può avvenire da una infezione da virus epatitici come il virus E che viene trasmesso dal pesce. Oppure il virus dell’influenza A che può dare, raramente, una grave epatite. Non riesco però a comprendere come il topicida possa essere arrivato a tre persone e non a tutto il nucleo familiare o ad altri, ovvero dove era il topicida? In alcuni elementi avvelenati? C’è molto da chiarire”.
Altri casi gravi di intossicazione alimentare possono derivare dal botulino, sempre legato a prodotti fatti in casa, come conserve sott’olio. Gli esperti raccomandano di prestare massima attenzione nella preparazione dei pasti festivi, evitando alimenti non controllati o raccolti privatamente.
Le autorità locali continuano le indagini per chiarire con certezza cosa abbia provocato questa tragedia. L’autopsia su madre e figlia, che sarà effettuata domani mercoledì 31 dicembre, sarà determinante per stabilire le cause dei decessi e verificare eventuali responsabilità.
AZ

