CAMPOBASSO. Sono in corso le autopsie su Sara Di Vita, 15 anni, e sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute tra il 27 e il 28 dicembre nella loro abitazione di Pietracatella. La Procura di Campobasso ha aperto un fascicolo e iscritto cinque medici nel registro degli indagati: tre del Pronto Soccorso del Cardarelli – due di origine venezuelana e un italiano – e due della Guardia Medica di Campolieto. Le ipotesi di reato spaziano dall’omicidio colposo alle lesioni colpose, fino alla responsabilità medica.
Le autopsie, considerate irripetibili e cruciali per chiarire il quadro clinico e tossicologico, si stanno svolgendo proprio in queste ore all’ospedale Cardarelli. La Procura ha nominato come consulenti il medico legale Benedetta Pia De Luca e il gastroenterologo Francesco Battista La Terza, mentre la famiglia Di Vita si è affidata agli avvocati Arturo Messere e Paolo Lanese e al consulente tecnico Marco Di Paolo, dell’Università di Pisa.
Le indagini privilegiano la pista della possibile contaminazione alimentare, con farine o altri alimenti entrati in contatto con sostanze tossiche. Esclusi i veleni per topi, dopo le analisi al mulino. Gli inquirenti stanno analizzando i pasti consumati nei giorni precedenti, in particolare il 23 dicembre, e gli alimenti sequestrati nel frigorifero della famiglia – tra cui vongole, cozze, seppie, baccalà e funghi confezionati – oltre a un fungo velenoso rinvenuto in casa. La pista del botulino è stata esclusa, considerata incompatibile con la rapidità e la sincronicità dei sintomi manifestati da madre e figlia.
Il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, ha parlato di un “sospetto caso di tossinfezione”, precisando che la causa potrebbe essere di natura alimentare o chimica, ingerita o inalata. Al pranzo e al cenone della Vigilia avevano partecipato altre 16 persone, nessuna delle quali ha accusato sintomi, circostanza che restringe il campo temporale e alimentare delle indagini.
Le autopsie in corso forniranno le prime risposte concrete.

