CAMPOBASSO. Il dolore che avvolge il Molise in questi giorni trova nel silenzio la sua espressione più profonda. Due vite spezzate, una madre e la figlia Sara, studentessa del Liceo Classico “Mario Pagano”, hanno lasciato una comunità intera attonita di fronte a una tragedia difficile persino da raccontare. Il liceo campobassano, luogo fatto di aule, relazioni, quotidianità e crescita, si è stretto intorno alla famiglia Di Vita con un messaggio carico di partecipazione e cordoglio: la scuola “si unisce nel pensiero e nel sostegno a sua sorella Alice, nostra allieva, e a tutti i suoi cari”, impegnandosi a “onorare il ricordo di chi ci ha lasciati e a restare accanto, con ogni mezzo possibile, a chi oggi deve affrontare questa prova incommensurabile”. Una ferita che attraversa le classi, i corridoi, gli insegnanti, gli studenti. Una tragedia che diventa collettiva.
Intanto proseguono le indagini per chiarire la dinamica di quanto accaduto a Pietracatella, dove madre e figlia sono decedute in circostanze riconducibili a una sospetta intossicazione alimentare. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione della famiglia, procedendo al sequestro degli alimenti presenti in casa per permettere agli esperti di ricostruire con precisione cosa possa aver provocato i malori. I controlli non escludono alcuna pista.
Un dato però appare significativo: durante i giorni di festa la famiglia avrebbe consumato pasti anche in compagnia di altri parenti, che tuttavia non hanno manifestato alcun sintomo. Un elemento che apre interrogativi e rende le verifiche ancora più mirate. Da quanto trapela, tra gli alimenti consumati ci sarebbero state anche cozze, ipotesi che sarà oggetto di accertamenti senza che al momento vi sia alcuna conferma sulle effettive cause.
Sul fronte sanitario, alle 21 di ieri il padre e la figlia maggiore – sopravvissuti ai malori – hanno lasciato lo Spallanzani per rientrare a Campobasso, dove la ragazza ha riferito ai medici del Cardarelli ulteriori dettagli utili a ricostruire le ultime ore trascorse in casa. Le salme di madre e figlia sono state messe a disposizione dell’autorità giudiziaria e sequestrate per le analisi di rito; nelle prossime ore verrà conferito l’incarico per le autopsie, che potranno forse offrire risposte concrete. Il fascicolo aperto dalla Procura è al momento contro ignoti, una formula che indica la necessità di definire ogni passaggio con rigore, in attesa di riscontri scientifici e testimonianze.
L’immagine che resta oggi è quella di una comunità piegata, sospesa tra l’attesa di verità e la necessità di stringersi attorno al dolore. Il “Mario Pagano” ha scelto il silenzio come gesto di rispetto, un silenzio che non è vuoto ma presenza, memoria, vicinanza. Una scuola che smette di essere solo luogo di studio e ritorna ad essere, nel senso più pieno, comunità educante e umana.
Sarà il tempo, insieme al lavoro degli investigatori e dei sanitari, a chiarire ciò che è ancora oscuro. Intanto, il Molise resta con il fiato spezzato e con un pensiero rivolto a Sara, a sua madre, e ad Alice e al padre che oggi portano sulle spalle il peso più grande.
EB
