MONTENERO DI BISACCIA. È stato un posto di blocco dei Carabinieri a mandare in fumo un colpo che, senza quell’intervento, sarebbe riuscito. Nella notte tra venerdì e sabato, in contrada Pontone Macchiozzi, una banda di ladri ha preso di mira una casa di campagna isolata, introducendosi dopo aver disattivato il sistema di allarme. L’azione è stata rapida e silenziosa: i vicini non si sono accorti di nulla, segno di una tecnica collaudata e di una capacità organizzativa che lascia intendere un gruppo esperto.
Una volta dentro, i malviventi hanno iniziato la predazione. Sono spariti due ciclomotori, un compressore tradizionale e uno specifico per la raccolta delle olive, strumenti preziosi per chi lavora la terra. Non si sono fermati qui: hanno tirato fuori dalla rimessa un trattore a cingoli, spostandolo fino a un oliveto distante quasi un chilometro. Una strategia ben nota alle forze dell’ordine: il mezzo viene nascosto e recuperato in un secondo momento con un camion, così da ridurre i rischi durante la fuga.
Caricato il bottino su un furgone, risultato poi rubato nei pressi di Bojano, la banda si è diretta verso la Puglia, approfittando della vicinanza con Guglionesi e della fondovalle Sinarca. Ma sulla loro strada hanno trovato i Carabinieri di Termoli, impegnati in un posto di blocco. Alla vista delle divise, i ladri – pare fossero quattro – hanno tentato una brusca inversione di marcia. Ne è nato un inseguimento breve ma concitato, concluso con l’abbandono del mezzo e la fuga a piedi nei campi circostanti.
La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita ai proprietari, che una volta giunti alla masseria hanno scoperto anche il tentativo di sottrazione del trattore. Restano i danni materiali: porte forzate, sistema di allarme compromesso, segni di effrazione che raccontano la violenza dell’incursione.
L’episodio si inserisce in una sequenza ormai frequente nelle campagne di Montenero e del circondario. I ladri puntano sia a beni di grande valore e difficile sostituzione, come i trattori, sia a strumenti più facilmente trasportabili e ricettabili, come compressori e ciclomotori, spesso datati ma ancora utili. È un fenomeno che alimenta la percezione di insicurezza tra gli agricoltori e i residenti delle zone rurali, costretti a convivere con la paura di vedere vanificati anni di lavoro e investimenti.
Le indagini sono ora nelle mani dei Carabinieri, che hanno raccolto testimonianze e stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere lungo le vie di fuga. La speranza è che la fuga nei campi non resti impunita e che la banda, già sospettata di altri colpi simili, venga individuata. Intanto, la comunità locale si ritrova ancora una volta a fare i conti con un assalto notturno che, senza l’intervento delle forze dell’ordine, avrebbe avuto conseguenze ben più gravi.
EB

