lunedì 19 Gennaio 2026
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Sequestrati in casa, legati e costretti a consegnare le chiavi della gioielleria

SERRACAPRIOLA. Fratello e sorella sequestrati in casa, imbavagliati e legati da tre rapinatori armati e incappucciati, costretti a consegnare le chiavi della gioielleria di famiglia e trascinati in un’ora di terrore che ha sconvolto Serracapriola.

Questa la dinamica della rapina avvenuta la sera del 10 dicembre, quando la banda – composta da tre uomini più un complice in auto, tutti con accento pugliese – ha atteso il rientro del fratello maggiore per piombare alle sue spalle, immobilizzarlo e poi riservare la stessa sorte alla sorella, prima di puntare alla gioielleria e svuotarla di ori e preziosi, bottino ingente ma ancora da quantificare; non riuscendo ad aprire cassaforte e ingressi, i malviventi hanno costretto la donna ad accompagnarli e ad aprire la porta dell’attività, che è stata ripulita in pochi minuti, mentre il fratello restava sotto tiro in casa, in un paese che per un’ora è rimasto silenzioso e indifeso.

«Dacché ho memoria, non si era mai registrato un caso del genere», denuncia il sindaco reggente Michele Leombruno, che richiama l’assalto al bancomat di qualche mese fa e parla di «rapina in stile Arancia Meccanica», sottolineando l’assenza di controllo del territorio e la paura diffusa tra i cittadini; i carabinieri hanno avviato le indagini analizzando i filmati delle telecamere, mentre il sindaco ha già inviato al prefetto di Foggia, Giovanni Paolo Grieco, una richiesta urgente di incontro per motivi di ordine e sicurezza pubblica, anticipando proposte operative come la presenza visibile delle forze dell’ordine nelle ore serali e avvertendo che, se non arriveranno risposte, porterà la battaglia fino a Roma: «Serracapriola non può essere lasciata in balìa dei criminali, è tempo di cambiare», conclude, restituendo l’amara verità di una comunità che chiede protezione e risposte immediate.

EB