CAMPOBASSO. Un nuovo episodio di violenza e persecuzione scuote il Molise. Nel pomeriggio del 20 dicembre, un uomo di 50 anni originario di Campobasso è stato arrestato e condotto in carcere dagli agenti del Commissariato di San Severo, su richiesta della Squadra Mobile di Campobasso. L’indagato, già sottoposto a misure di sicurezza e in regime di libertà vigilata presso una comunità psichiatrica fuori regione, aveva violato le restrizioni e ripreso a perseguitare la vittima, una donna di 50 anni, con messaggi rancorosi e minacce di morte via social network.
La vicenda ha radici lontane: dal 2019 l’uomo era già stato protagonista di condotte persecutorie che avevano portato all’apertura di un procedimento penale, tuttora in fase dibattimentale. Per tali fatti era stato collocato prima in una Rems e poi in libertà vigilata, ma all’inizio di dicembre si era arbitrariamente allontanato dalla struttura, riattivando i contatti con la donna e intensificando l’escalation di intimidazioni.
La tempestiva denuncia della vittima ha consentito alla Sezione Specializzata della Squadra Mobile di avviare indagini lampo e raccogliere elementi che evidenziavano un pericolo imminente per la sua incolumità. La Procura della Repubblica di Campobasso, guidata dal sostituto procuratore Vincenzo Chirico, ha quindi richiesto e ottenuto dal Gip l’aggravamento della misura cautelare con il trasferimento in carcere.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato potrà esercitare i rimedi difensivi previsti dal codice di rito. Resta però forte il segnale istituzionale: nell’anno in corso sono state numerose le attività di indagine legate al “Codice Rosso” e le misure cautelari applicate a tutela delle vittime, dimostrando come la rapidità di intervento sia decisiva per impedire che le condotte persecutorie degenerino in episodi di violenza ancora più drammatici.
EB

