venerdì 16 Gennaio 2026
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Con don Fidele: «La relazione di coppia fondata non sulla sabbia ma sulla roccia»

CAMPOMARINO. A Campomarino, in un pomeriggio di dicembre che sembrava chiedere silenzio e ascolto, la domanda è arrivata secca, quasi a spiazzare: su cosa stiamo costruendo le nostre relazioni.

Non un tema astratto, ma una provocazione lanciata nel cuore della comunità da chi la fragilità e la forza della famiglia le ha viste da vicino, in Burundi come in Italia.

Da qui è partito l’incontro ospitato nei locali del Santuario di Madonna Grande, dove la voce di don Fidele Niyonkuru ha trasformato una semplice riflessione in un confronto vivo, capace di mettere a nudo ciò che regge — e ciò che crolla — nelle nostre case interiori.

Ieri, domenica 14 dicembre, a Campomarino (Nuova Cliternia), presso i locali parrocchiali del Santuario di Madonna Grande, si è svolto l’incontro dal titolo «La relazione di coppia fondata non sulla sabbia ma sulla roccia».

L’evento, patrocinato dalla diocesi di Termoli-Larino, è stato organizzato dalla Pastorale familiare, di cui fanno parte Catia e Andrea Zappacosta, moglie e marito profondamente legati alla realtà del Burundi, che hanno avuto modo di visitare personalmente e della quale oggi riportano esperienze concrete e dirette.
Ospite e relatore dell’incontro è stato don Fidele Niyonkuru, sacerdote originario del Burundi e attualmente in servizio presso il Santuario della Madonna Addolorata di Castelpetroso, che ha offerto una riflessione intensa e provocatoria sul valore della relazione di coppia e della famiglia.

Attraverso l’immagine della casa costruita sulla roccia, è stato proposto un cammino di discernimento che ha portato i partecipanti a interrogarsi su quali criteri aiutino a scegliere il terreno giusto su cui fondare una famiglia. Costruire sulla sabbia significa affidarsi solo alle emozioni del momento, che cambiano e possono venire meno; costruire sulla roccia, invece, vuol dire scegliere un amore che nasce da decisioni profonde, come la fedeltà, il rispetto, la responsabilità e la consapevolezza che il matrimonio è una vocazione e non un semplice contratto.
Quando una casa crolla, provoca rovine, sofferenza e distruzione: per questo le fondamenta della vita familiare devono essere solide e curate.

Don Fidele ha richiamato l’importanza del dialogo sincero, del perdono vissuto come forza, della fede che sostiene nei momenti di prova e del tempo donato, perché le relazioni crescono solo se vengono nutrite. Nulla è secondario: come in una costruzione, ogni mattone deve essere collegato agli altri con attenzione.

Costruire una casa familiare è un impegno quotidiano, fatto di piccoli gesti, di scelte ripetute e di cura costante. In questo contesto, la testimonianza del Burundi ha aperto uno sguardo nuovo su una realtà segnata da grande povertà materiale ma da una ricchezza relazionale profonda.

Basti pensare che lo stipendio medio di un padre di famiglia è di circa due euro al giorno e che le famiglie hanno spesso dieci figli, eppure per loro la famiglia è tutto.
Proprio per questo, gli abitanti del Burundi guardano con stupore alla realtà occidentale e, in particolare, a quella italiana, dove spesso il matrimonio sembra perdere valore e si ricorre con troppa facilità al divorzio. Questa differenza culturale diventa una provocazione che invita a riscoprire il senso autentico della relazione di coppia e il valore del legame familiare.

L’incontro è stato così un’occasione preziosa di riflessione e confronto, che ha invitato ciascuno a interrogarsi su come sta costruendo la propria casa familiare.
Gli spunti di riflessione emersi dall’incontro sono stati principalmente due.

Il primo invita a guardare con onestà alla propria realtà familiare e culturale, interrogandosi sul valore che oggi viene realmente attribuito al matrimonio e alla stabilità della coppia, soprattutto nel contesto occidentale, dove spesso si fatica a vivere l’impegno come scelta definitiva.

Il secondo richiama la dimensione spirituale della vita di coppia: una relazione stabile e duratura si fonda sulla preghiera quotidiana, in particolare del Santo Rosario in famiglia, e sulla scelta consapevole di costruire la propria casa sulla roccia di Cristo, unico fondamento capace di sostenere l’amore nelle difficoltà e nel tempo.

Angelica Silvestri