TERMOLI. Tra i tanti artigiani di cui Termoli poteva fregiarsi un tempo, un posto di rilievo lo occupava senza dubbio Nino Sciarretta.
Nel suo laboratorio di via Frentana 7, con pazienza e talento, riusciva a rimettere a nuovo mobili antichi rosicchiati dal tempo e da mille vicissitudini corrosive. Ridava splendore a sedie, imbottite e non, restituendo dignità e bellezza a oggetti che sembravano ormai destinati all’oblio.
Nino, con l’arte del restauro che aveva tra le mani, faceva molto di più che “riparare”: ridava vita. Vita e luce agli oggetti cari di famiglia che per anni avevano accompagnato la storia quotidiana di intere generazioni. Con la sua opera artigianale rinverdiva ricordi, e sappiamo quanto i ricordi siano importanti: chi non ha memoria non ha identità. Il lavoro di Nino quei ricordi li rimetteva in circolo, li faceva respirare ancora.
Persona tranquilla, di altri tempi, lo ricordiamo con il suo grembiule da lavoro, preciso e attento, quasi reverenziale nell’uso degli strumenti. Ogni gesto era misurato, ogni mossa studiata. Un’arte fatta di precisione e rispetto, appresa e custodita gelosamente, ereditata dal padre Domenico Antonio e trasformata in vocazione.
Peccato che oggi Nino non sia più tra noi. Siamo certi che avrebbe ancora potuto dare tanto al suo mestiere, in un’epoca che ha fretta di sostituire piuttosto che recuperare.
In questi giorni di festa, la sua famiglia ha voluto ricordarlo con immutato amore e profonda stima. La sua assenza, purtroppo, resta pesante: perché è vero che il tempo dovrebbe lenire il dolore, ma certe perdite, anche a distanza di anni, restano assordanti. Lo ha confidato Clea, che gli è sempre stata accanto con affetto sincero.
Nino era un uomo di vecchio stampo, uno di quelli che con le mani sapevano compiere piccoli prodigi. Artigiani come lui oggi sono merce rarissima. È più semplice, e spesso più redditizio, affidarsi alle nuove tecnologie e alle diavolerie che le accompagnano.
Ma nessuna tecnologia potrà mai restituire ciò che un uomo, anche apparentemente semplice come Nino Sciarretta, riusciva a creare con l’arte intrecciata alle sue mani e alla sua mente.
Perché certe opere non si producono: si tramandano.
Michele Trombetta




