mercoledì 21 Gennaio 2026
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Il circolo “L’incontro” festeggia 50 anni di amicizia e cultura

TERMOLI. Il 23 novembre scorso il Circolo “L’Incontro” di Termoli ha festeggiato i suoi 50 anni di vita.

Per l’occasione siamo andati a casa di uno dei padri fondatori, Gigi Rosati, imprenditore termolese molto conosciuto in città e non solo. Il Circolo nacque proprio il 23 novembre 1975 grazie a lui e ad altri due soci fondatori: Antonio Plinio e Mario Limongi.

A proposito di Mario, apro e chiudo una parentesi: durante la video-intervista, non immagino per quale motivo, ho iniziato a chiamarlo “Egidio”. Forse perché nella grande famiglia Limongi di Termoli gli “Egidio” non mancano di certo! Me ne scuso pubblicamente. Quando gliel’ho fatto notare alla fine dell’intervista, Mario ha sorriso e mi ha detto: «Io non ti ho voluto interrompere apposta: per me andava bene anche così, ero onorato lo stesso».

Una risposta che dice tutto sul clima di amicizia che si respira tra loro.

Con alcuni dei padri fondatori abbiamo avuto una lunga e piacevole chiacchierata. Ci hanno raccontato perché nacque il Circolo, le sue finalità socio-culturali, gli eventi organizzati negli anni e anche alcune battaglie simboliche, come quella per rivendicare al vicino Abruzzo i confini marittimi.

Hanno anche ricordato tutti i soci fondatori, molti dei quali oggi non sono più con noi: tra loro Basso Baldassari, Claudio Listorto, Roccantonio Rosati e tanti altri. Cinquant’anni di storia, ma loro erano amici già molto prima del 1975: la nascita dell’Incontro non fece altro che cementare un legame che esisteva da tempo.

Per l’anniversario, Gigi Rosati ha scritto un pensiero che sintetizza perfettamente il valore di questo mezzo secolo di vita. Ne riportiamo un passaggio significativo:

«Mezzo secolo. Sì, ebbene: la nostra creatura oggi compie mezzo secolo. Di questo traguardo dobbiamo essere fieri, tutti noi che, in qualsiasi modo, abbiamo incontrato nel corso della nostra vita il Circolo “L’Incontro”. Un pensiero doveroso e con maggior riguardo va a tutti coloro che hanno condiviso con noi questo percorso e che oggi purtroppo sono assenti. Assenti fisicamente, ma presenti — ne sono certo — in qualunque posto essi si trovino e in qualunque natura. Anche loro saranno fieri d’aver fatto parte di questa comunità. Dobbiamo essere orgogliosi d’aver generato una comunità di amici, con un rapporto interpersonale che ha attraversato generazioni intere e che ancora oggi, seppur fioca, mantiene accesa la fiammella dell’amicizia. La nostra esperienza meriterebbe una pubblicazione intera per raccontare tutto ciò che il Circolo L’Incontro ha promosso».

Un cinquantennio di storie, amicizie e cultura che ha lasciato un’impronta profonda nella città di Termoli.

Michele Trombetta