venerdì 16 Gennaio 2026
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Il fuoco delle tradizioni nella Ndocciata di Natale

AGNONE. La tradizione tramandata alle giovani generazioni, come il 31enne Alessio Marcovecchio, che, come da copione, ha concluso la manifestazione odierna.

Anche quest’anno è lui lo ndocciatore record: circa 200 kg di tradizione sulle spalle, portati per un intero chilometro con quella forza calma e ostinata che ormai tutti riconoscono come il suo marchio, da ormai dieci anni, da quando ne aveva appena 21.

Da sempre dà il meglio di sé per la buona riuscita della manifestazione, senza risparmiarsi, senza cercare riflettori, con la sola volontà di onorare la Ndocciata e la Contrada Sant’Onofrio che rappresenta. Il suo passo, saldo e regolare, è diventato negli anni un simbolo di dedizione assoluta: un gesto antico che continua a parlare al presente, ricordando a tutti che certe tradizioni vivono solo grazie a chi, come lui, sceglie di sostenerle con il proprio corpo, il proprio tempo e il proprio cuore.

Agnone ha chiuso il mese del fuoco con la ‘Ndocciata della Tradizione, il grande appuntamento della Vigilia di Natale che alle 18 ha riportato il fiume di fiamme lungo il corso principale in una versione più intima e fedele alle origini.

In apertura, la rappresentazione della Natività curata dalle “4 C del Cenacolo Culturale Francescano”: il presepe vivente, giunto alla 65ª edizione, si conferma il più longevo del Molise, ancora una volta sotto la direzione artistica dell’ambasciatore di Agnone nel mondo, Giuseppe De Martino.

Con la serata del 24 dicembre si è chiusa un’altra stagione di grandi numeri per i fuochi agnonesi, che quest’anno hanno registrato un incremento delle presenze sia per la Festa dei Fuochi Rituali sia per la Grande ‘Ndocciata del 13 dicembre.

Risultati importanti anche sul fronte digitale. Tradizioni che continuano ad appassionare turisti da ogni parte del mondo e le manifestazioni continuano a crescere, segno che bisogna continuare a lavorare lungo questa strada».

A chiudere la sfilata della Vigilia è stato come dicevamo il 31enne Alessio Marcovecchio, ndocciatore da record che il 13 dicembre aveva portato 28 ‘ndocce in un’unica uscita e che oggi è tornato in scena per guidare l’ultima accensione dell’anno.

Tra gli ‘ndocciatori anche il sindaco Daniele Saia, che ha voluto portare personalmente una ‘ndoccia, ribadendo il legame diretto tra istituzioni, comunità e tradizione.

“In questi tempi così difficili – ha commentato Saia – il Natale ci chiede di riscoprire il valore dello stare insieme e del non voltarsi dall’altra parte. Ci chiede di non lasciare indietro chi è solo, chi non può festeggiare. Questa sera, dopo la bella rappresentazione della Natività, le luci delle ‘ndocce hanno illuminato nuovamente Agnone. Si tratta del segno visibile di una comunità che ha imparato a non temere la notte, perché sa come accendere la luce.

E voglio esortare tutti a lavorare per conservare questa luce. La difesa dei nostri diritti, la difesa del nostro ospedale passa dall’impegno collettivo. Passa dalla forza di una comunità che non vuole arrendersi a destini nefasti. Nel segno di questo impegno – ha concluso il primo cittadino di Agnone – auguro a tutti voi un sereno Natale”.

EB