TERMOLI. Un venerdì dedicato all’attenzione verso l’altro per gli alunni della scuola secondaria di primo grado Bernacchia‑Schweitzer, protagonisti di un gesto semplice ma assai significativo.
Ieri mattina, prima di prendere parte al tradizionale concerto di Natale, tutte le classi — accompagnate dai loro insegnanti — hanno raggiunto i portici di piazza Bega per deporre i loro doni sotto l’albero allestito dalla Croce Rossa e dalla Lilt.
Ad accoglierli c’era un volontario della Croce Rossa, testimone diretto di un flusso continuo di pacchetti, sorrisi e mani tese.
I regali sono stati tantissimi, frutto di un entusiasmo che ha superato ogni aspettativa. I ragazzi hanno compreso che un gesto minimo può davvero cambiare la giornata di una famiglia in difficoltà, e questo ha trasformato l’iniziativa in un momento di gioia condivisa ma anche di riflessione profonda sul valore di ciò che si possiede.
La sorpresa più grande è arrivata proprio da loro: gli studenti non hanno scelto “ciò che avanzava”, ma ciò che poteva servire davvero. Hanno ragionato, selezionato, discusso, mettendo al centro il bisogno dell’altro e non la comodità del donatore. Un cambio di prospettiva che racconta molto più di mille discorsi.
E poi c’è stata la cura. La cura dei pacchetti, delle carte colorate, dei fiocchi sistemati con attenzione quasi artigianale. Perché — come hanno detto in molti — «scartare un regalo è la cosa più bella, quindi dobbiamo renderli il più belli possibile!». Una frase semplice, spontanea, che racchiude l’essenza di questa mattinata: la bellezza del dono non sta nel valore dell’oggetto, ma nel pensiero che lo accompagna.
Un venerdì che ha insegnato, emozionato, unito. Un piccolo rito collettivo che ha mostrato come la scuola, quando educa al sentire e non solo al sapere, diventa davvero comunità.
EB




