Pacchetto Automotive Ue: flessibilità, competitività e transizione verde.
TERMOLI. C’era grande attesa per l’annuncio della revisione sul piano europeo dell’auto.
La Commissione europea ha presentato oggi il nuovo Automotive Package, un insieme articolato di misure pensate per accompagnare il settore automobilistico nella transizione verso la mobilità pulita, mantenendo al tempo stesso competitività industriale, occupazione e autonomia strategica dell’Unione. Un pacchetto che prova a tenere insieme ambizione climatica e pragmatismo industriale, rispondendo alle pressioni dell’industria europea e alle trasformazioni tecnologiche e geopolitiche in atto.
Il settore dell’auto rappresenta da decenni uno dei pilastri dell’economia europea: milioni di posti di lavoro, una filiera estesa e una capacità di innovazione che ha contribuito in modo decisivo alla forza industriale del continente. Oggi, però, l’automotive è attraversato da una transizione profonda, segnata dall’elettrificazione, dall’ingresso di nuovi attori globali e da una concorrenza sempre più aggressiva, in particolare da parte dei produttori extraeuropei.
Il pacchetto presentato dalla Commissione conferma un segnale di mercato forte verso i veicoli a zero emissioni (ZEV), ma introduce al contempo una serie di flessibilità normative e strumenti di sostegno per evitare shock industriali e garantire certezze agli investimenti.
CO₂, tecnologia neutrale e più margini per i costruttori
Uno dei cardini del Pacchetto Automotive riguarda la revisione degli standard europei sulle emissioni di CO₂ per auto e furgoni, oltre a una modifica mirata delle regole per i veicoli pesanti. L’obiettivo rimane la neutralità climatica al 2050, ma il percorso viene reso più graduale e tecnologicamente neutrale.
Dal 2035, i costruttori dovranno garantire una riduzione del 90% delle emissioni allo scarico. Il restante 10% potrà essere compensato attraverso l’utilizzo di acciaio a basse emissioni prodotto nell’Unione europea oppure tramite e-fuel e biocarburanti. Questo approccio apre la porta a un ruolo residuo, oltre il 2035, per veicoli ibridi plug-in, range extender, mild hybrid e persino per alcune motorizzazioni a combustione interna, accanto ai veicoli elettrici e a idrogeno.
Nel periodo precedente al 2035, sono previste ulteriori flessibilità: i costruttori potranno beneficiare di super-crediti per le piccole auto elettriche accessibili prodotte nell’UE, con l’obiettivo di stimolare l’offerta di modelli compatti e favorire una mobilità elettrica più inclusiva. Per il target 2030 su auto e furgoni viene introdotto il meccanismo di banking & borrowing nel triennio 2030-2032, consentendo di compensare eventuali scostamenti temporanei dagli obiettivi.
Particolare attenzione viene riservata al segmento dei furgoni, dove l’elettrificazione procede più lentamente: l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO₂ al 2030 viene abbassato dal 50% al 40%. Anche per i veicoli pesanti è prevista una flessibilità mirata per agevolare il rispetto dei target 2030.
Veicoli aziendali e domanda di mercato
Sul fronte della domanda, la Commissione introduce un’iniziativa specifica per i veicoli aziendali, fissando obiettivi vincolanti a livello nazionale per la diffusione di veicoli a zero e basse emissioni nelle flotte delle grandi imprese. Una scelta strategica, considerando che le auto aziendali percorrono mediamente più chilometri e incidono in modo rilevante sulle emissioni complessive.
L’aumento dell’offerta di veicoli elettrici e a basse emissioni, sia nel mercato del nuovo sia in quello dell’usato, è destinato a produrre benefici anche per i consumatori privati. Inoltre, l’accesso ai finanziamenti pubblici sarà subordinato al requisito che i veicoli siano a zero o basse emissioni e “Made in the EU”.
Batterie europee e autonomia strategica
Un altro pilastro del pacchetto è il rafforzamento della filiera europea delle batterie. Con il Battery Booster, la Commissione mobilita 1,8 miliardi di euro per accelerare lo sviluppo di una catena del valore interamente europea. Di questi, 1,5 miliardi saranno destinati ai produttori di celle attraverso prestiti a tasso zero.
L’obiettivo è duplice: ridurre la dipendenza da attori globali dominanti e migliorare la competitività dei costi, garantendo al contempo una produzione sostenibile e resiliente. Misure aggiuntive sosterranno investimenti, innovazione e coordinamento tra Stati membri.
Meno burocrazia, più competitività
Il Pacchetto Automotive include anche l’Automotive Omnibus, una serie di interventi di semplificazione normativa destinati a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese. Secondo le stime della Commissione, i risparmi per il settore ammonteranno a circa 706 milioni di euro l’anno, contribuendo a un totale di 14,3 miliardi di euro di risparmi annui generati dalle iniziative di semplificazione europee.
Tra le misure previste figurano la riduzione della legislazione secondaria, la semplificazione dei test per nuovi furgoni e camion e l’allineamento delle regole sui tempi di guida e riposo per i furgoni elettrici rispetto a quelli tradizionali. Viene inoltre introdotta una nuova categoria di veicoli elettrici fino a 4,2 metri, nell’ambito dell’iniziativa sulle Small Affordable Cars, per consentire incentivi mirati a livello locale e nazionale.
Infine, la Commissione aggiorna e armonizza le regole sull’etichettatura delle auto, garantendo ai consumatori informazioni più chiare e complete sulle emissioni.
Un equilibrio politico delicato
«Innovazione, mobilità pulita e competitività», ha sottolineato la presidente Ursula von der Leyen, «sono state le priorità emerse dal dialogo con industria e società civile». Il Pacchetto Automotive nasce infatti dal confronto avviato nel gennaio 2025 attraverso il Dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica europea.
La sfida ora sarà trasformare questo equilibrio tra ambizione climatica e realismo industriale in risultati concreti, evitando che la transizione verde si traduca in una perdita di capacità produttiva e occupazionale. L’Europa scommette su una transizione guidata dall’innovazione, ma con regole più flessibili: una partita decisiva per il futuro dell’industria automobilistica continentale.
EB

