venerdì 23 Gennaio 2026
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Fondi europei sulle batterie elettriche, Acc “apre” alla nuova strategia sull’auto

TERMOLI. L’Europa tenta di cambiare passo sull’automotive e rompe il silenzio anche Acc, protagonista della filiera delle batterie. La Commissione europea ha annunciato un piano di sostegno da 1,5 miliardi di euro destinato ai produttori continentali di celle e accumulatori, un intervento che segna un punto di svolta nel percorso di elettrificazione della mobilità nei 27 Stati membri. Non solo risorse: la misura, erogata sotto forma di prestiti a tasso zero, certifica un approccio nuovo alla transizione ecologica, meno ideologico e più radicato nel realismo industriale.
Il messaggio è chiaro: rafforzare l’autonomia strategica europea in un comparto chiave, riducendo la dipendenza da filiere extra-UE e trattenendo sul continente valore, occupazione e competenze. Realtà come Automotive Cells Company potranno così proseguire nel ramp-up produttivo e garantire la fornitura di componenti essenziali per i veicoli elettrici “Made in Europe”.
Acc ha accolto con favore l’iniziativa, sottolineando come il piano annunciato dal vicepresidente Stéphane Séjourné rappresenti finalmente un approccio pragmatico, capace di coniugare le esigenze della domanda con i vincoli dell’offerta. In un mercato ancora fragile, segnato da rallentamenti nelle vendite di auto elettriche e da una competizione globale sempre più aggressiva, il sostegno pubblico diventa leva indispensabile per non perdere terreno proprio nel momento più delicato della trasformazione.
Non meno rilevante è la cornice politica: Bruxelles ha avviato la revisione del Regolamento sulle emissioni, fissando un obiettivo di riduzione del 90% rispetto ai livelli del 2021, in luogo dell’azzeramento totale previsto inizialmente per il 2035. Una scelta salutata positivamente da istituzioni e mondo produttivo, che leggono in questa correzione di rotta un segnale di pragmatismo e di ascolto delle esigenze industriali.
La transizione europea verso la mobilità elettrica entra così in una nuova fase: meno rigidità, più sostanza. Con un obiettivo comune che diventa anche politico, oltre che economico: garantire che il futuro dell’automotive resti saldamente radicato in Europa. Tuttavia, a Termoli si attende anche l’ultima parola sulla vicenda Gigafactory, poiché al netto di indiscrezioni e dichiarazioni, dalla società ancora manca il sigillo ufficiale.

EB