venerdì 23 Gennaio 2026
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L’occupazione nel turismo si consolida nel Molise

TERMOLI. Le statistiche cristallizzano le tendenze, così quando mancano pochi giorni alla fine del 2025, una ricerca economica evidenzia come nello scorso anno, il 2024, si consolida l’occupazione nel settore del turismo, anche in Molise.

Nel 2024 l’occupazione è cresciuta del 7,2%: più contratti stabili, ma la stagionalità resta dominante.
Nel 2024 il turismo molisano ha consolidato la ripresa post‑pandemica, registrando un aumento dell’occupazione del 7,2% e superando quota 4.500 lavoratori dipendenti. È quanto emerge dal XVII Rapporto dell’Osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo di Federalberghi ed EBNT, elaborato su dati INPS. Un settore che cresce, ma che continua a mostrare una forte dipendenza dalla stagionalità e una struttura occupazionale ancora sbilanciata verso le qualifiche operaie e i contratti a tempo parziale.

Le imprese attive con dipendenti sono state in media 1.048, con un picco ad agosto (1.181) e un minimo a febbraio (957). Il numero medio di dipendenti per azienda si attesta a 4,3, ma con differenze marcate tra comparti: gli esercizi ricettivi arrivano a 7,2 addetti per impresa, mentre i pubblici esercizi si fermano a 4,1.
Il mercato del lavoro conferma una dinamica fortemente stagionale: il minimo occupazionale è registrato a febbraio (3.677 dipendenti), mentre il massimo si raggiunge ad agosto (6.220). L’82,9% dell’occupazione dipendente si concentra nei pubblici esercizi, mentre le strutture ricettive rappresentano il 16,1%.
Sul piano demografico, il settore si conferma giovane e femminile: il 56,1% dei lavoratori è donna, e oltre il 60% ha meno di 40 anni. Gli stranieri sono il 21,8% del totale.

La struttura delle qualifiche rimane stabile: il 93% dei dipendenti è operaio, gli impiegati sono il 4,8%, mentre gli apprendisti rappresentano appena il 2,1%.
Sul fronte contrattuale, prevale nettamente il part time (73,9%). I contratti a tempo indeterminato crescono dell’8,6%, mentre quelli a termine aumentano dell’8%. I rapporti stagionali, invece, calano leggermente (-0,8%), pur rappresentando ancora il 10,5% del totale.
A livello territoriale, la provincia di Campobasso concentra la quota maggiore di occupazione, con una media di 3.334 dipendenti, contro i 1.255 di Isernia. Entrambe mostrano oscillazioni mensili molto accentuate, segno di una stagionalità strutturale che continua a caratterizzare il comparto.
Il rapporto dedica un focus specifico agli alberghi, che nel 2024 hanno impiegato in media 456 lavoratori distribuiti su 42 imprese. Anche qui il picco è ad agosto (627 dipendenti) e il minimo a novembre (358). Nel comparto alberghiero gli operai rappresentano l’82,3% del totale, mentre gli impiegati salgono al 15,9%. Il part time è meno dominante rispetto al settore complessivo (52%), e i contratti stagionali incidono per il 24%.
Sul fronte retributivo, le giornate lavorate e le retribuzioni standardizzate confermano una gerarchia chiara: nell’intero settore turistico l’intermediazione registra i valori più alti (31.109 euro annui), seguita dai servizi ricettivi (22.841) e dai pubblici esercizi (19.675). Nei soli alberghi, gli impiegati risultano la categoria meglio retribuita (22.636 euro).
Il quadro complessivo restituisce un settore in crescita, trainato dalla ripresa dei flussi turistici e da un aumento dei contratti stabili. Ma la forte stagionalità, la prevalenza del part time e la concentrazione delle qualifiche su mansioni operaie continuano a rappresentare i principali nodi strutturali del turismo molisano.

EB