venerdì 23 Gennaio 2026
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Natale senza tredicesime in Atm e la Uil Trasporti chiama in causa sia l’azienda che la Regione

CAMPOBASSO. La tredicesima ancora non arriva, e per i lavoratori Atm il Natale si trasforma nell’ennesima prova di resistenza. La Uiltrasporti Molise rompe gli indugi e affonda il colpo: «Siamo davanti a una violazione reiterata, non più tollerabile. La Regione non può più limitarsi a osservare: deve intervenire, e deve farlo adesso».
La mancata erogazione della tredicesima mensilità – un diritto contrattuale, non un bonus discrezionale – è solo l’ultimo tassello di una gestione che il sindacato definisce «cronica, patologica, offensiva». Per centinaia di famiglie molisane, il ritardo non è un dettaglio amministrativo: è un colpo diretto alla stabilità economica, alla dignità, alla possibilità stessa di affrontare le festività con serenità. «Non è un episodio isolato – incalza la Segreteria Regionale – ma la conferma di un modello aziendale che da anni calpesta i diritti dei lavoratori e scarica sulle loro spalle inefficienze e inadempienze».
Il dito, inevitabilmente, si punta anche sulla politica regionale. Per la Uiltrasporti, il 2025 è stato l’anno delle occasioni mancate: tavoli, incontri, promesse, ma nessuna soluzione concreta. «La Regione Molise ha il dovere istituzionale di garantire che un servizio pubblico essenziale non venga gestito da chi non rispetta i propri dipendenti. Continuare a mediare non basta più: serve un atto di responsabilità, serve una decisione politica chiara».
E il momento della decisione è arrivato. Il nuovo bando del trasporto pubblico locale è alle porte e, per il sindacato, rappresenta l’ultima chiamata per spezzare un sistema che ha prodotto solo precarietà e tensioni. «La gara d’appalto deve essere il punto di svolta – afferma la Uiltrasporti –. Chi non paga gli stipendi non può continuare a gestire il trasporto pubblico. Servono clausole di garanzia rigide, automatiche, immediate: la puntualità retributiva deve diventare un requisito di idoneità, non un optional».
Il messaggio è diretto, senza margini di interpretazione: o la Regione cambia passo, o il Molise resterà ostaggio di un modello fallimentare. «Non c’è più tempo per le attese. La politica deve scegliere da che parte stare: con i lavoratori o con chi continua a violare i loro diritti».

EB