ATESSA. Stellantis Atessa, tra calo dei volumi 2025 e primi segnali di ripresa: prorogato il contratto di solidarietà fino al 2026.
Ad Atessa si è svolto oggi il confronto tra Direzione di Stabilimento, Rsa e Segreterie territoriali, un passaggio atteso in un momento in cui lo stabilimento più grande d’Abruzzo si trova a fare i conti con un 2025 segnato da criticità e incertezze. La Direzione ha confermato che il prossimo anno si chiuderà con una produzione complessiva di circa 166.000 vetture, un dato in calo rispetto ai volumi precedenti e che fotografa una fase complessa, da seguire con attenzione e monitoraggio costante.
Accanto alle difficoltà, però, emergono anche segnali di inversione di tendenza. A partire da febbraio 2026, la produzione giornaliera passerà da 640 a 820 vetture, un incremento significativo che rappresenta il primo passo verso una possibile ripresa. Sempre da febbraio, dopo la sospensione avvenuta post-ferie estive, è prevista anche la riattivazione parziale del terzo turno, elemento che le organizzazioni sindacali leggono come un segnale concreto di rilancio dell’attività produttiva.
Per accompagnare questa fase di transizione, Rsa e Segreterie territoriali hanno condiviso con l’azienda la necessità di prorogare il contratto di solidarietà fino a luglio 2026, considerandolo uno strumento indispensabile per tutelare l’occupazione e garantire stabilità ai lavoratori in attesa che la ripresa dei volumi diventi strutturale.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono la centralità dello stabilimento di Atessa nelle strategie industriali di Stellantis e sottolineano come l’aumento dei volumi, se confermato, possa rappresentare un’opportunità non solo per i dipendenti diretti, ma anche per l’intero indotto territoriale, da tempo in sofferenza.
La linea è chiara: vigilare, negoziare, pretendere investimenti. Le sigle sindacali confermano che continueranno a seguire da vicino l’evoluzione del quadro produttivo, mantenendo aperto il confronto con l’azienda e difendendo occupazione, diritti e prospettive future dei lavoratori.
EB

