TERMOLI. La revisione della modifica al Trattato europeo sul settore automotive apre uno spiraglio in una fase di forte incertezza per l’industria dell’auto. La decisione, arrivata dopo settimane di confronto politico e pressioni da parte del mondo del lavoro, introduce un principio che finora era rimasto sullo sfondo: la transizione industriale non può essere separata dalla tutela dell’occupazione e dallo sviluppo dei territori.
Secondo gli osservatori, il nuovo orientamento europeo riconosce che la trasformazione del comparto – tra elettrificazione, innovazione tecnologica e competizione globale – non può essere scaricata interamente su lavoratori e comunità locali. Una posizione che trova eco anche nelle parole della Uilm Molise, che accoglie la revisione come «un primo passo importante e atteso», ma avverte che ora «servono atti concreti e politiche industriali chiare: investimenti, sostegno all’innovazione, costi energetici sostenibili e strumenti che accompagnino davvero imprese e lavoratori in questa fase di profondo cambiamento».
Il nodo, come spesso accade, riguarda l’applicazione pratica delle linee europee. L’Italia, che negli ultimi anni ha visto ridursi la propria capacità produttiva nel settore, si trova davanti alla necessità di definire una strategia industriale coerente. E in questo quadro torna centrale il ruolo di Stellantis, principale player del mercato nazionale.
Proprio sul gruppo automobilistico si concentra l’attenzione della Uilm Molise, che chiede scelte rapide e concrete sul futuro dello stabilimento di Termoli. Il sito, considerato strategico per la filiera e per l’economia regionale, attende da mesi indicazioni precise sulle missioni produttive e sugli investimenti. «Servono investimenti, missioni produttive e prospettive industriali certe, non rinvii o soluzioni temporanee», afferma il sindacato, sottolineando che il territorio «ha già dato» e che ora è il momento di decisioni chiare.
La revisione del Trattato europeo, da sola, non basta a sciogliere i nodi strutturali del settore. Ma potrebbe rappresentare un punto di ripartenza, a condizione che Governo, istituzioni europee e imprese trasformino l’indirizzo politico in scelte operative.
Per la Uilm Molise, la priorità è una sola: «difendere il lavoro, garantire occupazione di qualità e assicurare un futuro industriale ai territori».
EB

